facebook rss

Confindustria Centro Adriatico,
alla resa dei conti
Santori e Luciani:
«Espulsi per aver rispettato la legge
e rappresentato il Fermano»

QUERELLE - «La scelta del presidente Mariani e del Consiglio generale, ormai evidente, non è un attacco all'operatività di Uif ma agli imprenditori del Fermano in modo da poter affermare la supremazia che la componente ascolana di Centro Adriatico vorrebbe esercitare su quella fermana annientandola»

«Per rispetto degli imprenditori che sono iscritti all’Uif, Unione Industriali del Fermano, interveniamo su una vicenda incresciosa che è stata raccontata omettendo molte verità».

Che il clima all’interno di Confindustria Centro Adriatico non fosse dei migliori lo si era capito già mesi fa. Da qualche giorno, però, la situazione è precipitata, per l’esattezza dopo l’espulsione di due imprenditori simbolo del territorio Fermano, Andrea Santori, già presidente di Confindustria Fermo e Fabrizio Luciani che ha preso il posto di Giampietro Melchiorri dopo le due dimissioni in quanto il più anziano dei 4 vicepresidenti.

Andrea Santori

Santori e Luciani, dopo giorni di silenzio, sentono ora il momento di fare chiarezza, sia per il territorio Fermano che per i tanti messaggi di solidarietà ricevuti.  Santori e Luciani partono dalla nota diffusa da Confindustria Centro Adriatico che spiegava: “Il rispetto dello statuto, del codice etico e della carta dei valori sono da sempre in Confindustria conditio sine qua non per far parte del Sistema. Purtroppo alcuni comportamenti, non in linea con quanto premesso, hanno turbato nelle ultime settimane la vita associativa. Si è reso necessario l’intervento del collegio speciale dei probiviri di Confindustria Centro Adriatico che ha ravveduto gravi responsabilità nei confronti di alcuni imprenditori”.

«I due imprenditori siamo noi – annunciano Andrea Santori e Fabrizio Luciani – ma quale sarebbe stato il nostro comportamento lesivo? In realtà noi abbiamo agito nel rispetto della legge, delle norme, senza mettere in atto alcun comportamento o azione a danno dell’Unione.  Dopo l’uscita di scena di Giampietro Melchiorri, era necessario nominare un nuovo presidente dell’Uif, come da statuto di tale associazione. L’Uif fa parte, insieme con Confindustria Ascoli, di Confindustria Centro Adriatico ed è uno dei soci fondatori, ma ha un suo statuto, organi deliberanti e quindi compiti da assolvere. Il primo, la scelta di un nuovo presidente nominato dagli organi di Uif. In attesa di questo, è stato nominato Fabrizio Luciani, il più anziano dei 4 vicepresidenti. Dovendo entro sei mesi rieleggere il presidente, Luciani ha attivato le procedure per la nomina dei saggi e quindi l’iter per le elezioni. Confindustria Centro Adriatico ha invece preteso che il presidente dell’Uif fosse colui che dalla stessa era stato nominato suo vice presidente in sostituzione di Melchiorri. Una pretesa assurda contrastata da Luciani, la cui opposizione ha portato alla dura reazione del presidente Simone Mariani. Prima ha presentato una denuncia contro di noi e i componenti deliberanti, che invece hanno rispettato lo statuto, poi ha segnalato ai Probiviri il tutto come ‘atto lesivo dell’unità e quindi di mancato rispetto del codice etico’, infine ci ha fatto espellere, grazie anche al voto a suo favore di tre imprenditori fermani. Noi traditori dell’unione tra Fermo e Ascoli? Nulla di più falso».

Fabrizio Luciani

Santori e Luciani proseguono scrivendo: «Stupisce che nel contestare tutto questo, Mariani si sia servito di consulenze all’interno di Confindustria nazionale e del collegio speciale dei probiviri di Centro Adriatico. Nessuno che si sia preoccupato di leggere lo statuto dell’Uif, evitando così questa situazione che è stata poi fatta arrivare sulla stampa per delegittimarci. La scelta di Mariani e del Consiglio generale, ormai evidente, non è un attacco all’operatività di Uif, ma agli imprenditori del Fermano in modo da poter affermare la supremazia che la componente ascolana di Centro Adriatico vorrebbe esercitare su quella fermana annientandola, passando da una gestione egualitaria di Centro Adriatico a una basata su votazioni a maggioranza che finiscono sempre per penalizzare il Fermano e le sue imprese».

«Attaccandoci – proseguono – Mariani ha voluto colpire chi da anni si impegna dentro Confindustria, dando voce in primis ai quasi 300 iscritti dell’Uif che il presidente di Centro Adriatico oggi vuole depotenziare. Il comportamento di Mariani è ancora più inspiegabile se si pensa che a dicembre ha inserito proprio uno di noi due, Santori, nel gruppo di lavoro per il percorso aggregativo regionale, definendolo il “rappresentante del territorio”. Autorizzandolo poi a febbraio a firmare il progetto quale rappresentante degli imprenditori del Fermano. Nonostante ciò, poco dopo è andato dai probiviri a denunciarci. Insomma, atti e parole per sottomettere i fermani al volere di Mariani, anche se lui lo negherà. Per riuscirci doveva spaventare i componenti dell’Uif, usando noi due come messaggio preventivo di eventuali nuove espulsioni. Pur sapendo che altro non facciamo che rispettare lo statuto. Fermo restando che ci tuteleremo in ogni sede – la conclusione – era importante chiarire la correttezza delle nostre azioni a termini di legge. Ringraziamo per l’attenzione e la solidarietà che in moltissimi ci hanno mostrato, ribadendo la piena fiducia ferma e incondizionata nel nostro operato e l’apprezzamento per il lavoro svolto».

 

 


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




X