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Gli avvocati in sciopero per tre giorni:
«Giustizia penale nel caos»

ASCOLI - Sotto accusa anche il processo telematico che sta creando non pochi disagi ai difensori. L'astensione è in programma fino a mercoledì 31 marzo. «E' in corso una grave lesione dei diritti dei cittadini»
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Ha preso il via oggi, lunedì 29 marzo, anche al Tribunale di Ascoli lo sciopero nazionale degli avvocati penalisti in programma fino a mercoledì 31 marzo.

Le toghe, tramite la Camera Penale “Ugo Palermi” presieduta da Mauro Gionni, hanno diffuso un comunicato molto pesante sulla situazione in cui versa la giustizia penale anche alla luce della pandemia con il processo telematico che va a singhiozzo (leggi l’articolo)

«La macchina del processo penale -accusano gli avvocati- versa in una condizione drammatica. I meccanismi processuali sono farraginosi e spesso privi di logica sistematica a causa delle tante riforme emergenziali che nei decenni sono intervenute sempre per restringere le garanzie, così togliendo effettività al rito accusatorio.

Alla crisi di sistema si aggiunge oggi la drammaticità della pandemia con tutte le difficoltà che la accompagnano: strutture sovente fatiscenti, personale di cancelleria in smart working, generale inadeguatezza dei provvedimenti assunti per l’operatività dei singoli uffici giudiziari».

Sotto accusa anche l’avvio del mancato confronto con la neo ministra Cartabia, nonostante la disponibilità al confronto dimostrata dalle toghe.

Nel mirino poi c’è l’attuale situazione del cosiddetto “portale del penale” che “non è corredato da idonea certificazione comprovante l’esito positivo delle operazioni e dove spesso, intervenuto il deposito della nomina, è comunque impossibile accedere al fascicolo”.

L’avvocato Mauro Gionni

«Nessun impegno concreto -accusano ancora le toghe- è seguito da parte delle forze politiche che sostengono l’attuale Governo alle iniziative dell’Unione delle Camere Penali Italiane, che in queste settimane ha più volte denunciato le continue disfunzioni ed i malfunzionamenti dei portali. L’impossibilità di accedere anche alle modalità tradizionali di deposito e accesso ai fascicoli, in presenza di un evidente malfunzionamento dei portali, sta determinando una grave lesione dei diritti dei cittadini sottoposti a procedimento penale e delle persone offese che non vedono garantita la loro rappresentanza e la loro difesa tecnica».

rp

 


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