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Ascoli città metromontana,
strategia per il futuro
Gregori: «Alcune aree interne
rischiano la chiusura»

ASCOLI - Il sindaco Marco Fioravanti chiama Politecnica delle Marche e Unicam per avere indicazioni su come si può avviare un nuovo sviluppo e arrestare lo spopolamento. Digitalizzazione del territorio. Indicatori della popolazione molto negativi : Ascoli con l'indice di vecchiaia più alto e imprese artigiane in calo. Prima mossa: mantenimento dell'esistente. Seconda: attrarre nuovi investimenti

 

di Franco De Marco

D’accordo, c’è sicuramente da pensare e molto all’oggi con il coronavirus che non molla la presa e la crisi economica che si aggrava ogni giorno di più. Ma c’è anche, responsabilmente, da pensare al futuro, a quella che sarà Ascoli tra 20 anni e più e a come attrezzarsi.

Il sindaco Marco Fioravanti-Grande Progettista (negli ultimi mesi ha messo in campo tantissimi progetti e idee) oggi ha formalizzato la convenzione con l’Università Politecnica delle Marche, rappresentata dal rettore Gian Luca Gregori, e con l’Università di Camerino, rappresentata dal rettore Claudio Pettinari, per individuare il futuro dal punto di vista sia architettonico-estetico sia economico. Insomma una visione strategica attraverso un’analisi scientifica dell’esistente e di quello che si può fare per ridare linfa al capoluogo piceno, in forte crisi demografica ed economica, e a tutto il suo territorio intorno abbracciando anche la montagna. Insomma oggi è scattata l’operazione “Ascoli Città Metromontana”. E chissà che non siano state gettate anche le basi per una nuova grande città del futuro (con fusione di più Comuni?).

«Non lo so – risponde il primo cittadino – questi processi devono venire dal basso. Con Ascoli città metromontana noi vogliamo interagire con un territorio molto vasto cercando una strategia comune di sviluppo e di rafforzare il ruolo del capoluogo».

«L’obiettivo congiunto – spiega Marco Fioravanti – è combattere lo spopolamento delle nostre aree e rivitalizzare borghi e aree dell’entroterra migliorando la qualità della vita dei nostri cittadini anche attraverso una mappatura digitale della città. Dal tessuto economico-sociale all’aspetto paesaggistico e architettonico affinché progetti e prossimi passi da seguire possano essere perfettamente calibrati nell’ottica di un rilancio complessivo dei nostri territori».

I due rettori, presenti anche il professor Valerio Temperini, docente di marketing e servizi e responsabile della convenzione con il Comune, e Domenica Costantini, ricercatrice, entrambi della Politecnica, e il presidente del Consiglio comunale Alessandro Bono, insieme naturalmente al sindaco, hanno incontrato i dirigenti del Comune per un primo confronto su come organizzare lo svolgimento della ricerca che costituisce un fatto forse epocale per Ascoli e un esempio che tanti farebbero bene a seguire.

«Ci muoviamo – ha specificato il sindaco – su quattro focus: 1) Combattere lo spopolamento e rivitalizzare le aree interne, 2) L’aspetto culturale-turistico a 360 gradi per fare del Piceno un luogo di benessere dove chi ci viene sa di potersi sentire meglio, 3) Aumentare la qualità ambientale, 4) Mappatura digitale per rendere il territorio più competitivo. Un lavoro entusiasmante e storico».

E’ stato il professor Gian Luca Gregori, come sempre molto acuto e documentato, a mettere a fuoco contenuti e metodologie della ricerca non senza aver prima sottolineato il proficuo rapporto di collaborazione tra Politecnica e Unicam. Con una premessa però agghiacciante: «Nell’Italia centrale si è creata una frattura. Che prima non c’era. C’è il rischio che alcune aree interne chiudano». E allora sbrighiamoci a trovare il sentiero della rinascita. «Dal 2008 al 2020 – sono i dati snocciolati dal rettore – le Marche hanno perso il 18% del Pil con una consistente quota di ricchezza che si è dunque perduta. Per Ascoli i vari indicatori sociodemografici sono preoccupanti. Le imprese artigiane nel 2010 erano 1.307 e oggi sono 1.103. L’indicatore principale, quello dell’indice di vecchiaia, per il Comune di Ascoli è arrivato a 365, molto superiore a quello della Provincia. Sulla struttura della popolazione quella sopra i 64 anni pesa per il 29%. Altro indicatore negativo è la flessione costante degli stranieri  che fa riflettere: evidentemente non vengono ad Ascoli perché qui non trovano lavoro. Lungo la costa sono di più. Ecco allora la necessità di un approccio strategico altrimenti il rischio è che alcuni territori chiudano da qui ai prossimi anni».

«Due sono gli aspetti determinanti – ha continuato Gregori – uno è il mantenimento di quello che abbiamo perché i giovani, lo vediamo nell’Università,  stanno andando verso Nord. Prima molti si fermavano ad Ancona. Oggi non si fermano più nemmeno ad Ancona.  Come si si ottiene il mantenimento? Con le opportunità di lavoro. L’altro aspetto determinante è riuscire ad attirare gli investimenti. Servono le risorse finanziarie naturalmente. Ho notato che il Comune di Ascoli ha attivato progetti molto interessanti capaci di attrarre risorse. Il territorio è un insieme di flussi. Sono flussi, di varia natura, che si spostano da un luogo all’altro e rendono il luogo più ricco o meno ricco».

Il rettore di Unicam, Claudio Pettinari, ha sottolineato anche lui con convinzione la proficua collaborazione che si è instaurata tra Politecnica e Unicam e la validità dei dottorati di ricerca già attivati. «Ci dobbiamo preparare al domani – ha detto – dopo la pandemia il modo di vivere stesso sarà cambiato ed è indispensabile prepararsi. Quali saranno ad esempio le strutture importanti di domani? Quale sarà il rapporto della popolazione con la cultura».

Con l’aiuto di Politecnica e Unicam riuscirà Ascoli a trovare un futuro?


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