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L’Arengo fa pace con Terna
e incassa quasi 200.000 euro

ASCOLI - Il Comune aveva reclamato il pagamento dell'Ici sugli impianti della società proprietaria della rete elettrica nazionale

Un lungo contenzioso iniziato nel 2011 e che si avvia a conclusione portando nelle casse del Comune di Ascoli un tesoretto da quasi 200.000 euro.

Si tratta della transazione con Terna spa, la società proprietaria della rete elettrica nazionale, relativa al pagamento della vecchia Ici (imposta comunale sugli immobili) sugli impianti produttivi appartenenti alla categoria D (cosiddetti “imbullonati”) e non dichiarati ai fini Ici né in Catasto.

A riguardo il Comune aveva emesso una  serie di avvisi di accertamento per gli anni 2005 (1.295 euro), 2007 (19.455 euro), 2008 (19.599 euro), 2010 (26.856 uro), 2011 (26.683 euro) e 2012 (38.869 euro).

Terna da parte sua aveva fatto ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale di Ascoli contestando una serie di illegittimità come la la carenza di motivazione e la decadenza del potere impositivo.

In primo grado i giudici hanno dato ragione alla società, mentre la Commissione Tributaria Regionale di Ancona, con sentenza del 2019, si era espressa a favore del Comune di Ascoli.

Il “Palazzaccio” sede della Corte di Cassazione

La palla è poi passata alla Corte di Cassazione a seguito del nuovo ricorso da parte di Terna che deve essere ancora discusso.

Nel frattempo è comunque partita una trattativa per cercare di arrivare ad un accordo senza più carte bollate e tribunali.

E così a metà marzo è arrivata una proposta da parte dei legali di Terna per chiudere la vertenza anche per gli anni 2013/2015 per cui ancora non stati emessi ancora accertamenti.

Alla fine l’Arengo incasserà la somma di 188.884 euro chiudendo un contenzioso ormai decennale.

rp


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