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Superbonus «Lievita il costo
dei materiali per l’edilizia»

ASCOLI - La Cna picena raccoglie testimonianze, e proteste, degli imprenditori. Passaretti: «Senza certezza, avremo sprecato l’ennesima occasione per trasformare gli annunci in azioni concrete»

Perché il Superbonus non decolla? Sono gli associati della Cna picena a rispondere: troppa burocrazia, tempi di realizzazione ancora incerti, materie prime reperibili quasi sempre nel circuito internazionale in preda alla speculazione con rialzi medi dei prezzi superiore al 30 per cento

«Basta un piccolo esempio pratico vissuto gestendo la mia azienda», a parlare è Silvano Di Pasquantonio, titolare dell’impresa di costruzioni Ediltres.

«Commessa presa per un lavoro che rientra fra quelli soggetti a usufruire del Superbonus. Fatti i preventivi e i non pochi documenti burocratici necessari. Poi si può pensare al cantiere.

E cosa succede? Serve il ferro, ebbene in fase di preventivi costava 100, usando questo numero come base di riferimento, ora che devo comprarlo realmente sul mercato non costa meno di 140. E il legno, altro elemento fondamentale? Da 100 a 130. E così via per il cemento e per quasi tutti gli altri materiali che servono in un cantiere».
«A conti fatti budget sforato di parecchie migliaia di euro. E il conseguente dilemma se lasciare la commessa o proseguire con un conto economico che difficilmente alla fine non risulterà in perdita.

Francesco Balloni e Luigi Passaretti

Ecco perché molte imprese, soprattutto le più piccole, hanno letteralmente paura di procedere su questa strada così incerta e anche a rischio per i conti di aziende già in fortissimo affanno».
«Siamo di fronte ad un vero e proprio fenomeno speculativo – incalza Francesco Balloni, direttore della Cna picena – che rischia di vanificare gli incentivi messi in campo per Superbonus ed Ecobonus».

La Cna territoriale ascolana richiama l’attenzione su un problema che sta mettendo da mesi in fibrillazione le imprese del settore a causa dello spropositato aumento del materiale.

Il Superbonus del 110 % e la riconferma degli incentivi statali (Ecobonus del 90% per le facciate, del 65% per le ristrutturazioni, cappotti e impianti termici).

«Sono misure che hanno creato grandi aspettative ed una mole notevole di richieste di interventi nel settore dell’edilizia e dell’impiantistica – prosegue Balloni – e che hanno certamente contribuito a dare una forte scossa a tutto il settore. Ma registriamo una grande criticità che rischia di danneggiare le imprese e i cittadini e di vanificare gli sforzi del Governo.

C’è tanta rabbia nella categoria per questo vertiginoso aumento delle materie prime per l’edilizia ed in particolare di calcestruzzo, ferro, laterizi, colle, vernici, legno e prodotti vari».
«Troppe incertezze sul futuro del superbonus, così si scoraggiano gli investimenti delle imprese e dei cittadini e non si concretizzano gli obiettivi di transizione ecologica – precisa Emidio Bernardini, presidente del settore Costruzioni per la Cna di Ascoli – Senza certezze di poter completare le opere entro giugno 2023, chi deve decidere se dare avvio ai lavori non lo farà, provocando lo stop improvviso delle attività di moltissime imprese».
«Non ci sono assicurazioni sul mantenimento delle aliquote del 110 per cento – conclude Luigi Passaretti, presidente della Cna picena – ma traspare l’intenzione di ridurre la percentuale di intensità di aiuto.

In questa fase così delicata della nostra economia, è essenziale fornire certezze agli imprenditori e ai cittadini per consentire loro di programmare gli interventi previsti dall’incentivo.

In caso contrario, avremmo sprecato l’ennesima occasione per trasformare gli annunci in azioni concrete per i cittadini e per le imprese».


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