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Giornate Fai di Primavera,
nel Piceno pronte 16 location

PICENO - Il 15 e 16 maggio apriranno ad Ascoli, San Benedetto e Offida. Previste visite guidate e passeggiate tra bellezze paesaggistiche e naturali. La riapertura consapevole invocata dalla presidente regionale Alessandra Stipa: prenotazioni online e ingressi contingentati

di Federico Ameli

A due anni di distanza dall’ultima edizione, con un 2020 segnato inevitabilmente dall’emergenza sanitaria tuttora in corso, si rinnova l’atteso appuntamento con le giornate Fai di primavera, in programma sabato 15 e domenica 16 maggio su tutto il territorio nazionale.

Villa e parco Cerboni Rambelli a San Benedetto, uno dei luoghi visitabili il 15 e il 16 maggio (foto di Venturino Mariani)

In occasione di quello quello che a tutti gli effetti rappresenta il primo vero appuntamento culturale dopo tanti mesi di lockdown, la direzione regionale del Fai, capitanata dalla presidente regionale Alessandra Stipa, accoglierà turisti, visitatori e appassionati in ben 61 location sparse in 19 città marchigiane.

«Merito del coraggio, della generosità e dei nostri volontari delle Marche – ricorda Stipa -. In tempi di pandemia, 61 beni sono davvero tanti: li abbiamo accuratamente selezionati per poter trascorrere delle giornate insieme nonostante le limitazioni, visitando bellezze paesaggistiche e naturali, con grande spazio riservato alle passeggiate e ai luoghi all’aperto».

Nella nostra provincia saranno le città di Ascoli, San Benedetto e Offida a tenere alto l’onore del Fai e di tutto il territorio piceno con 16 beni visitabili su prenotazione. Si va dalla cultura in senso stretto, rappresentata dal palazzo e dalla Pinacoteca vescovile e dalla galleria dei Giosafatti di Ascoli, agli incantevoli spazi aperti della riserva della Sentina e della villa Cerboni Rambelli di San Benedetto, già Luoghi del Cuore, senza dimenticare la Collegiata, il palazzo Mercolini e la cantina Ciù Ciù di Offida. Insomma, ce n’è davvero per tutti i gusti.

Alessandra Stipa

«È il risultato dello sforzo corale delle cinque delegazioni provinciali – prosegue la presidente – determinato dalla volontà di stare insieme nella bellezza e di così lenire gli affanni della vita quotidiana. Anche grazie al prezioso contributo delle vaccinazioni, intravediamo finalmente la possibilità di lasciarci alle spalle la triste parentesi del Covid».

Un’occasione da non perdere quella delle giornate di primavera, visto che alcuni dei 61 luoghi marchigiani resteranno aperti solo in questa occasione, mentre altri saranno visitabili esclusivamente dagli iscritti al Fai.

«Si tratta pur sempre di giornate di raccolta fondi – precisa Stipa – e ormai da anni sono i nostri tesserati, insieme ai grandi donatori, a darci la possibilità di mantenere e restaurare i 67 beni che il Fai gestisce in tutta Italia tra quelli di proprietà della Fondazione e gli altri affidatigli dai vari enti, come ad esempio l’Orto delle Monache sul Colle dell’Infinito».

La grande novità di quest’anno sarà rappresentata dalla partecipazione attiva di docenti e studiosi che per l’occasione daranno manforte ai giovani volontari nell’accogliere e accompagnare i presenti nel corso delle visite guidate.

«Tradizionalmente le nostre giornate si sposano con la sensibilità dei cittadini e l’educazione dei nostri ragazzi. In questo senso, purtroppo, con l’emergenza sanitaria le scuole devono fare i conti con le problematiche che ben conosciamo e di conseguenza il numero di ciceroni si è inevitabilmente ridotto. Per questo motivo ringrazio in modo particolare i giovani che sono accanto a noi e gli studiosi e professori che in alcune località delle Marche si sono messi a disposizione per raccontarne i luoghi e la storia».

Giorgia Latini

Grande soddisfazione espressa anche da Ilario Di Luca, coordinatore regionale dei gruppi giovani, e da Giorgia Latini, assessore regionale alla Cultura. «Con le giornate Fai di primavera diamo un segnale di grande rilancio della cultura – dichiara l’assessore – si tratta di un nuovo inizio che ci dà la speranza di ritornare presto alla normalità. Oltre ad essere un segnale positivo e a contribuire alla riscoperta di luoghi a volte poco conosciuti, il grande valore dell’iniziativa risiede nel coinvolgimento di studenti e docenti su tutto il territorio regionale: è di fondamentale importanza coinvolgere le nuove generazioni a essere consapevoli del nostro patrimonio artistico e culturale, solo così potremo costruire un futuro degno di questo nome».

Soddisfatta anche Marta Mazza, soprintendente Sabap Marche. «Le giornate di primavera sono la testimonianza del coraggio condiviso in questi ultimi due anni. Nel corso della mia attività nella regione ho sempre riscontrato la forte presenza del Fai su tematiche importanti per la cittadinanza. Si torna finalmente a incarnare la capacità di disvelamento e ad accendere l’attenzione sulla valorizzazione di luoghi cardine della cultura regionale, sia dal punto di vista monumentale che paesaggistico».

L’elenco completo dei beni visitabili è disponibile all’indirizzo fondoambiente.it. A differenza degli scorsi anni e nel pieno rispetto delle normative vigenti, per poter accedere alle location individuate dal Fai è necessaria la prenotazione, da effettuare sullo stesso portale. Le visite avranno luogo in osservanza delle norme anticontagio e del distanziamento sociale, con ingressi contingentati e non più di 15 persone per ogni gruppo, nella speranza che le giornate Fai possano rappresentare un piccolo passo verso un ritorno alla normalità nel segno della cultura, pronta a tornare finalmente in campo da protagonista.


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