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Campane e applauso senza fine
per l’ultimo saluto
a don Angelo Ciancotti

ASCOLI - In tantissimi hanno riempito la Cattedrale, dove dalle ore 15 le lacrime ed i ricordi si sono intrecciati con la stima sincera ed il profondo affetto nei confronti del religioso spirato a soli 53 anni. La funzione è stata celebrata dal vescovo Pompili e dai sacerdoti della Diocesi 

Il feretro di don Angelo Ciancotti è stato accolto da un interminabile applauso al suo ingresso al Duomo di Ascoli. Ad attenderlo, per l’ultimo saluto, c’erano l’amministratore apostolico Domenico Pompili, i sacerdoti della Diocesi di Ascoli, le autorità cittadine – in prima fila il sindaco di Ascoli Marco Fioravanti – e tantissime persone che lo hanno conosciuto e quindi amato, provenienti da tutta la provincia. E da Arquata, terra di entrambi i genitori del giovane sacerdote. Impossibile contare tutti coloro che hanno seguito la funzione in diretta streaming, attraverso i canali social della Diocesi e di Radio Ascoli.

Il parroco della Cattedrale si è spento ieri, 10 maggio, dopo una lunga malattia a soli 53 anni. Ma il bene che ha seminato in vita lo ha raccolto questo pomeriggio, scandito dal suono delle campane della città, sciolte per rompere il silenzio del lutto e della morte.

Lacrime, ricordi ma anche una profonda stima ed una grande e sincera partecipazione hanno accomunato i presenti.

«Don Angelo – ha detto il vescovo Pompili durante l’omelia – ha aderito e creduto alla via Gesù che ci ha dato modo di sperare oltre la morte. A questo don Angelo ha dedicato la sua esistenza con entusiasmo e intelligenza, travolgendo gli ostacoli.

Don Angelo era un uomo ed un credente, senza fughe ed evasioni, ma sempre ancorato alla realtà, con piglio deciso e concreto, che lo ha reso interlocutore attento della società civile ma anche interprete credibile della vita ecclesiale».

Don Angelo, «modello da seguire per averci insegnato l’amore per la natura, l’arte, la storia e le tradizioni, e per le  tue amate montagne di Arquata da cui traevi forza e ispirazione», è stato ribadito durante la preghiera dei fedeli.

E ancora: «Senza il nostro amato don Angelo, la nostra parrocchia è priva del suo pastore che fin da giovanissimo ha coinvolto grandi e piccoli con il suo entusiasmo».

Don Angelo lascerà un grande vuoto in ogni contesto di vita cittadina, non solo religioso. Ma sarà ricordato come esempio di forza e fede per tutti.

m.n.g.

Addio a don Angelo Ciancotti, parroco della Cattedrale, il funerale in Duomo

 


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