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Incubo A14, Confindustria dice basta:
«Dal Piceno al Fermano
si perdono 40 minuti»

L'APPELLO della sezione trasporti dell'associazione dopo le code chilometriche registrate nella giornata di lunedì 17 maggio. Il presidente Cognini: «Si avvicina l’estate e ci ritroviamo come due anni fa: bloccati in fila. Il settore della logistica in difficoltà, si intervenga»

Un incubo che torna a ripetersi e che preoccupa. Nella giornata di lunedì 17 maggio, tra cantieri in galleria e un incidente, si sono venute a creare di nuovo code chilometriche, la più lunga delle quali direzione nord da San Benedetto salendo verso il Fermano. Oltre alle auto si è assistito ad un fiume di tir incolonnati sotto il sole. Una situazione non più sostenibile secondo Confindustria.

Code sulla A14. Nel riquadro, Enrico Cognini

«Si avvicina l’estate e ci ritroviamo come due anni fa: bloccati in fila».

Enrico Cognigni, presidente della sezione trasporti di Confindustria Centro Adriatico, dà voce a un settore che è stata messo a dura prova dalla pandemia e ora deve fronteggiare i lavori in corso sulla A14.

«Tra Fermo e Ascoli questo settore coinvolge qualche migliaio di dipendenti tra aziende e indotto e fattura oltre 100milioni di euro -prosegue-. Spesso non si comprende l’importanza del mondo della logistica».

Tra calo di volumi di lavoro e aumento dei costi fissi, il gasolio da inizio anno è salito costantemente come tutte le materie prime, gli autotrasportatori ora aspettavano le riaperture per riprendere a viaggiare sereni.

«L’agroalimentare non si è mai bloccato, è vero, così come qualche settore industriale -va avanti-. Ma essendo ferma tutta la filiera della ristorazione e del turismo, con il calzaturiero in crisi, i problemi non sono mancati».

La perdita media è stata del 20%.

L’uscita di Grottammare

«A questo si aggiungono i protocolli di sicurezza che hanno pesato sulle aziende, a fronte di piccoli ristori -ribadisce Cognini-. Ma nessuna si è tirata indietro, anche se il guadagno calava giorno dopo giorno, perché ogni camion che partiva era fondamentale, fosse anche per portare mascherine e materiale medico da una parte all’altra dell’Italia. La nostra forza è stata quella di sapere di essere un servizio essenziale. Ora con la ripresa del movimento e la riapertura dei negozi, le aziende dell’autotrasporto speravamo di poter lavorare normalmente. E invece, ecco l’imbuto dell’A14. I cantieri persistono e la situazione è destinata a peggiorare. Si parla tanto di ripartenza del turismo, del commercio e dell’industria, ma purtroppo c’è anche quella dei lavori».

Una delle gallerie incriminate

«Due anni dopo l’inizio dei cantieri dentro le gallerie, che si sono aggiunti al sequestro di tratti di viadotti, si è di nuovo allo stesso punto, con tanto di chiusura per quattro notti del tratto tra Pedaso e Grottammare programmato per questa settimana -specifica-. Anni di problemi, non c’è programmazione. È incredibile che non si sia approfittato di questo periodo di pandemia, con l’Italia in zona rossa e gli spostamenti ridotti, per sistemare l’autostrada, quantomeno il tratto di A14 nel sud delle Marche».

«Queste prime settimane hanno già segnato il nostro lavoro -secondo Cognigni-. Il tempo medio perso per ogni camion nel tratto tra Fermano e Piceno è di 40 minuti. Questo si ripercuote su più fattori: tempistiche di consegne, turni di lavoro e consumi. Si ricominciano a perdere coincidenze con altri vettori. E poi c’è l’aumento del rischio di incidenti con questa situazione di continui cambi di corsia, restringimenti, mezzi che vanno piano, auto che corrono. Il rischio tamponamenti è molto forte, come cresce lo stress di chi guida».

L’appello che il presidente lancia è rivolto alla politica. «Un appello trasversale a ogni forza -dice-. Dai Comuni alla Provincia per arrivare alla Regione e ai parlamentari. Questa deve essere una battaglia comune. Bisogna pressare Società Autostrade affinché i cantieri vengano conclusi quanto prima. I lavori vanno velocizzati, dobbiamo assolutamente avere l’autostrada libera entro i primi di giugno. Già la nostra A14 è piccola per i volumi di traffico, almeno sia libera dai cantieri».

In attesa che l’autostrada venga liberata, il traffico cresce lungo la Statale Adriatica. Ma su questo Cognini è chiaro.

«L’indicazione che diamo ai nostri autisti è di rimanere in autostrada, passare lungo la Statale peggiora tutto -conclude-. I tempi di percorrenza non migliorerebbero e faremmo un danno ai cittadini. Anche in questo noi collaboriamo, siamo i primi a cercare la sicurezza, garantendola a ciclisti e pedoni che lungo le strade normali si muovono».

https://www.cronachepicene.it/2021/05/17/incidente-in-galleria-chiuso-un-tratto-di-autostrada/275084/


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