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Caos A14: camionisti in rivolta,
Roberto Galanti (Pmia):
«Pronti a manifestare»

ASCOLI - Il segretario nazionale del sindacato degli autotrasportatori accusa: «Ci sono stati tanti mesi senza traffico per fare i controlli e i lavori, ma il gestore si ricorda adesso nel periodo meno indicato e in vista della riapertura anche del turismo. E' una situazione indecente»

di Renato Pierantozzi

«Ci sono ditte che ormai stanno pensando ad ingaggiare il secondo autista visto che per fare 9 km tra Grottamare e Pedaso ci si mette un’ora e mezza. Ma ci sono tante altre ditte che non possono permettersi nuove spese visto che già lavorano sul filo dei margini e che rischiano di non farcela. E’ una situazione indecente».

E’ il grido di allarme che arriva dal segretario nazionale della Pmi-Autotrasporto, l’ascolano Roberto Galanti, che sta raccogliendo in queste ore le segnalazioni dei camionisti in coda non solo nel tratto piceno-fermano dell’A14, ma in tutta Italia.

«Come una litania -accusa Galanti- anche in questo periodo Autostrade istiga gli utenti alle imprecazioni.

Non bastavano il calo del lavoro, gli aumenti del carburante, il costo del lavoro in forte ascesa, la non certezza dei pagamenti, i “sostegni” pressochè inesistenti ed i tempi dei pagamenti a gioco libero.

Oggi, dopo il processo di santificazione dei mesi scorsi dove siamo stati definiti eroi che nessuno aveva chiesto, si torna ai vecchi problemi: controlli capillari, lavori in autostrada che rallentano fortemente il traffico, code dovunque.

Consideriamo che il gestore ha avuto tanti mesi a disposizione, con un traffico molto limitato per effettuare le necessarie manutenzioni, ma si ricorda di farli oggi e guarda caso, come per un copione conosciuto, nel periodo meno indicato (leggi l’articolo)».

Roberto Galanti

Galanti parla anche della situazione di disagio vissuta dagli autisti nei mesi scorsi. «

La limitazione alla ristorazione ed il turismo in calo -afferma- hanno contribuito a determinare una crisi come mai si era avuta. Il problema delle strozzature sui tratti autostradali di certo non aiuta un comparto che tutti riconoscono come vitale per la sopravvivenza, ma si continua ad aprire cantieri.

Per di più le deviazioni su tratti non autostradali (come la Statale 16 Adriatica, ndr) creano problemi alla viabilità ordinaria e problemi alle amministrazioni che si trovano a dover fronteggiare le contestazioni dei cittadini e l’inquinamento.

Noi del settore siamo i primi a voler sicurezza e dare sicurezza, ma tutto ciò viaggia nella direzione opposta. Partiamo anche dai sequestri dei viadotti tanto per iniziare un elenco. La programmazione manca totalmente. I lavori andrebbero fatti nei periodi di ridotto traffico e magari in orari notturni come avviene in altri paesi. Con quello che paghiamo sarebbe opportuno da parte di Autostrade agevolare e non complicare la vita degli utenti. Noi siamo, di fatto, i maggiori azionisti, ma solo per pagare e non certamente per la divisione degli utili.

Ora la situazione comincia a creare agitazione -conclude il segretario nazionale- e se, qualcuno del Governo, non se ne è accorto, è bene che sappia o qualcuno glielo suggerisca, che se il livello di sopportazione termina, la categoria è pronta a manifestare contro i propri principi. Ma se saremo costretti a fermarci, sono dolori per tutti. Viaggiamo sereni ed informati? Passiamo alla domande di riserva».


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