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Riqualificazione delle Casette,
la replica del capogruppo Cristofori:
«Non ci sarà alcun ghetto»

CASTEL DI LAMA - Il rappresentante della maggioranza difende la bontà del progetto portato avanti in maniera congiunta con l’Erap, rispondendo alle accuse mosse dall’opposizione circa la realizzazione di un unico edificio in cui far convergere le 38 nuove unità abitative. «Si sta raschiando il barile della disonestà intellettuale»

 

di Federico Ameli

A poche ore dagli ultimi interventi della sezione locale del Pd e dell’ex vicesindaco Gianluca Re, la tanto dibattuta questione del restyling di Casette, quartiere popolare situato nella parte alta di Castel di Lama, si arricchisce di un nuovo capitolo.

Le Casette di Castel di Lama (foto di Ernesto Pezzella)

Dopo aver ascoltato le perplessità sollevate dall’opposizione in merito alle modalità operative di un progetto che, nonostante i 6,3 milioni di euro stanziati per la riqualificazione delle Casette, ha già fatto molto parlare di sé, questa volta a esprimersi è il capogruppo Luca Cristofori, che a nome dell’Amministrazione comunale prova a far luce una volta per tutte sulla vicenda, nel tentativo di chiarire i tanti dubbi emersi negli ultimi giorni.

«È singolare – esordisce Cristofori – come, all’annuncio dell’ingente finanziamento da parte dell’Erap al nostro Comune, larghe parti dell’opposizione si siano sperticate nel ringraziare Regione Marche, enti e la sempreverde Anna Casini. Quando poi si è trattato di entrare nel merito del finanziamento, si è invece parlato dell’incapacità di questa Amministrazione e del suo essere un mostro divora territorio senza memoria.

Un protocollo di intesa sottoscritto con Erap per lo sviluppo congiunto del progetto – continua – viene raccontato come un progetto definitivo immodificabile, l’apertura alle proposte di comitati e opposizioni diventa incapacità nel gestire progetti, un primo incontro esplorativo con Erap diventa una riunione carbonara in cui suggellare un accordo ormai definito».

Luca Cristofori

Nel replicare alle accuse piovute dai banchi dell’opposizione, Cristofori tocca un punto fondamentale, quello della modifica del progetto presentato all’Erap, che, stando alle indiscrezioni raccolte da Gianluca Re, una volta posto all’attenzione dei funzionari regionali, non avrebbe potuto subire alcuna rettifica sostanziale, pena la revoca del finanziamento. Dalle parole del capogruppo, invece, sembra emergere la volontà di garantire l’equilibrio sociale del quartiere attraverso un intervento consono alle circostanze, continuando a lavorare a un progetto che dobbiamo dunque immaginare in divenire.

In particolare, a preoccupare gli esponenti delle altre forze politiche locali in questa fase è il rischio di un’alta densità demografica emerso dalla documentazione presentata all’Erap, che ad oggi prevede la realizzazione di un unico edificio che andrebbe a ospitare le 38 nuove unità abitative, con spiacevoli conseguenze di carattere sociale per l’intera comunità lamense, oltre che per l’identità storica del quartiere. A questo proposito, il consigliere comunale smentisce categoricamente la realizzazione di un’unica costruzione popolare, ribadendo l’impegno di fare il bene del quartiere e dei suoi abitanti.

«Questa Amministrazione – spiega Cristofori – dopo l’incontro preventivo con Erap porterà avanti un progetto sostenibile socialmente, finanziato dai programmi di riqualificazione urbana e di sviluppo sostenibile del territorio. Nessun palazzone, nessun ghetto».

«Ci accusano falsamente di aver già il progetto pronto e di aver paura di mostrarlo ai cittadini – prosegue -. Peccato che la quantificazione dell’intervento sia stata redatta su un progetto di demolizione e ricostruzione vecchio di 25 anni, e sia stata riproposta negli anni da molti di quelli che oggi si strappano le vesti per questo oltraggio. Chiedete conto a loro del perché volessero demolire totalmente Casette senza informarvi.

Trattandosi di un’occasione senza precedenti per Castel di Lama abbiamo aperto a tutte le forze sociali e politiche, ma c’è stata un’incomprensione; noi non cerchiamo, per incapacità, l’aiuto di chi ha pianificato la demolizione e ricostruzione delle Casette e adesso tenta di uscirne immacolato, ma siamo pronti ad accettare spunti da chi vorrà collaborare: è ben diverso».

A proposito di progetti, sia i democratici lamensi che Gianluca Re avevano sottolineato come, circa dieci anni fa, l’ex sindaco Patrizia Rossini avrebbe commissionato e finanziato dei progetti di riqualificazione all’Università di Camerino, con una serie di soluzioni che, almeno nelle premesse, avrebbero tenuto conto delle nuove esigenze del quartiere e al tempo stesso delle particolari caratteristiche, di interesse anche storico, dell’abitato delle Casette. Anche su questo punto, la replica dell’Amministrazione non si è fatta attendere.

«A parlare – incalza Cristofori – sono quelli che hanno amministrato per anni, cementificando e divorando incessantemente territorio. Adesso alzano la voce, in modo da poter raccontare di aver fatto cambiare idea all’Amministrazione: si sta raschiando il barile della disonestà intellettuale.

Chi ha memoria delle vicende politiche di Castel di Lama – conclude – conosce bene la storia degli ultimi decenni legata alle Casette, fatta di annunci, progetti faraonici e tante promesse. Questa Amministrazione continua a dimostrare che in passato, quando si è trattato di argomenti “scomodi”, non c’è mai stata la volontà di portare avanti progetti seri: era molto più comodo promettere, commissionare studi rimasti nel cassetto per vent’anni ed oggi proposti come idee innovative. Noi facciamo ciò che è giusto fare, con massima trasparenza».


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