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A Villa Sgariglia
torna l’incubo furti:
la chiesa di Santa Maria Assunta
devastata dai ladri

ASCOLI - Brutta sorpresa per i membri della confraternita del Santissimo Sacramento di Campolungo, che si sono accorti dell’ennesima effrazione dalle foto postate sui social. Ecco com'è andata

 

di Federico Ameli

Una triste pagina della storia e della cultura del nostro territorio che, a qualche anno di distanza dall’ultima volta, si arricchisce di un nuovo capitolo di cui non si sentiva certo il bisogno.

La Chiesa di Santa Maria Assunta a Campolungo

È il caso della chiesa di Santa Maria Assunta della frazione di Campolungo, un tempo fiore all’occhiello del patrimonio artistico locale insieme all’adiacente Villa Sgariglia che da qualche anno a questa parte, complici anche le drammatiche conseguenze del sisma, sta conoscendo uno stato di abbandono decisamente poco consono a una location che, dalla realizzazione ad opera di Lazzaro Giosafatti negli ultimi decenni del ‘700 fino a qualche tempo fa, con la sua bellezza dominava il panorama della via Salaria.

A peggiorare ulteriormente una situazione di per sé già delicata, qualche giorno fa, sono stati i ladri che, del tutto indisturbati, hanno pensato bene di fare un salto da quelle parti per fare razzia di arredi sacri, suppellettili e qualsiasi altro souvenir la chiesa di Santa Maria Assunta avesse ancora da offrire.

Come spesso accade di questi tempi, a darne involontariamente notizia sono stati alcuni visitatori che hanno voluto condividere le immagini scattate nel tardo pomeriggio di mercoledì 2 giugno e le relative preoccupazioni sulle precarie condizioni del complesso di Villa Sgariglia sul gruppo Facebook “Ascoli Piceno: la città di travertino”, abituale ritrovo di tanti appassionati d’arte e di cultura, attirando così l’attenzione di alcuni esponenti della confraternita del Santissimo Sacramento di Campolungo, che si occupano di tenere in ordine, pur nei limiti delle loro possibilità, la chiesa di Santa Maria Assunta.

La porta d’ingresso visibilmente forzata, oltre a qualche altro indizio piuttosto evidente disseminato tra un’immagine e l’altra, ha fatto inevitabilmente scattare l’allarme tra i membri della confraternita, che nella mattinata di oggi, giovedì 3 giugno, una volta giunti sul posto, sono stati costretti a prendere atto dell’ennesimo tentativo di furto, il primo dopo il tris del 2017.

Una delle porte divelte dai ladri

«Quello degli ultimi giorni – spiegano i rappresentanti della confraternita – è il quarto caso da quando il complesso è stato abbandonato dopo il sisma del 2016. I ladri hanno rovistato dappertutto, sfondando tutte le porte, sia della chiesa che della nostra sede, e ribaltando gli arredi rimasti nel tentativo di portare a casa qualcosa.

Fortunatamente – proseguono – non sono riusciti a sradicare l’acquasantiera di travertino posta all’ingresso della chiesa, che li ha costretti a desistere. Hanno ripiegato su due piccoli contenitori di acqua santa in sacrestia e sui pochi oggetti che hanno trovato in giro, devastando completamente la struttura».

Vuoi per i precedenti furti, vuoi per la scarsissima frequentazione della zona, di refurtiva da arraffare ce n’era infatti ormai ben poca. «Le telecamere installate sul posto non funzionano più – incalzano i rappresentanti della confraternita – e la chiesa ormai versa in stato di abbandono. Il Comune di Ascoli, proprietario degli immobili, è al corrente della situazione, ma anche noi ci rendiamo conto che con i tempi che corrono non sia semplice fare qualcosa per migliorare la situazione».

Ora starà alle forze dell’ordine far luce su una vicenda che, se non fosse stato per i provvidenziali visitatori del 2 giugno, avrebbe assunto dei tratti ancor meno decifrabili. «Una volta a settimana – concludono i membri della confraternita – facciamo visita alla chiesa per controllare che sia tutto in ordine. Per questa volta, i social ci hanno anticipato».


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