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Sibillini e Castelluccio, l’appello:
«Rischio invasione di auto, servono limiti»

MONTAGNA - Legambiente, Alleanza della Mobilita Dolce e Fondazione Symbola scrivono al Ministero e Regioni Marche e Umbria: «Durante la fioritura dello scorso anno arrivarono oltre 20.000 veicoli, un numero insostenibile, chiediamo organizzazione e regolamentazione degli accessi»

Piana di Castelluccio e Monti Sibillini, l’appello di Legambiente: «Rischio invasione di auto, servono limiti».

Questo, in sostanza, quanto l’associazione chiede al Ministero della Transizione Energetica, ai presidenti della Regione Umbria e Marche, al presidente del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, ai sindaci dei Comuni di Norcia, Arquata del Tronto, Castel Sant’Angelo sul Nera, alla comunità di Castelluccio e agli operatori turistici.

Lo spettacolo della fioritura

Insieme all’Alleanza della Mobilita Dolce e alla Fondazione Symbola, Legambiente ha scritto una lettera aperta per richiedere un piano di mobilità a emissioni zero nel Parco dei Sibillini.

«Il paesaggio del Pian Grande, del Vettore e dei Monti Sibillini e più in generale le aree maggiormente attrattive sono ricche di biodiversità e per questo molto fragili, perciò meritano un’attenzione speciale, capace di coniugare salvaguardia degli ecosistemi e fruizione sostenibile, valorizzazione delle produzioni di qualità e crescita delle opportunità di sviluppo locale» spiega Legambiente.

«Per questo, riteniamo che l’assalto di oltre 20.000 autoveicoli nei weekend della fioritura sulla Piana di Castelluccio, come si è verificato ad esempio lo scorso anno, non rappresenta un’opportunità di crescita per il territorio bensì un rischio che non deve ripetersi per la stagione oramai imminente, e per la quale bisogna organizzare un sistema di fruizione dello straordinario paesaggio in grado di preservare la biodiversità e portare beneficio alle economie locali basate su agricoltura e turismo» è il monito.

«È necessario -prosegue Legambiente- che il Ministero e l’Ente Parco, d’intesa con le Regioni e le amministrazioni locali, si adoperino, ciascuna per le proprie competenze e funzioni, affinché venga scongiurato l’arrivo a Castelluccio di un numero insostenibile di autovetture e superiore alle capacità di carico di un contesto territoriale fragile e delicato. Per questo chiediamo che siano approntate regole chiare per la fruizione sostenibile dell’area e attivate sperimentazioni a partire da questa stagione».

«Solo attraverso una limitazione e regolamentazione degli accessi, l’organizzazione di servizi di mobilità collettiva e la programmazione dei flussi turistici anche attraverso scelte di mobilità dolce e sostenibile, sarà possibile non solo salvaguardare uno degli altipiani più vasti dell’Italia centrale e simbolo del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, ma rendere certe, solide e durature le ricadute economiche per questo grande attrattore turistico e a tutta la filiera di servizi dell’area, provati prima dal sisma e poi dalla pandemia», ribadisce l’associazione.

Tra le richieste, dunque, l’accesso contingentato e/o vietato all’altopiano con mezzi motorizzati privati; la creazione di parcheggi di scambio e navette nelle zone di accesso; la regolamentazione degli accessi e dei flussi anche attraverso l’impiego di applicazioni web anche allo scopo di allungare il periodo di fruizione oltre il fine settimana; l’attivazione di un tavolo partecipato con tutti gli attori per definire regole certe e condivise di fruizione e un piano di mobilità sostenibile che incentivi la permanenza, i servizi locali e permetta ulteriormente la promozione di quel turismo lento di camminatori e ciclisti, poco compatibile con strade piene di autoveicoli; il potenziamento dell’intermodalità treno-bus-bici con navette su prenotazione con le stazioni ferroviarie di Spoleto, Foligno e Fabriano, poste lungo la rete ferroviaria Roma-Orte-Falconara-Ancona, oltre che dalla stazione di Ascoli.

Infine, la valorizzazione di campagne come #castelluccioapiedi, #conquistatilabellezza, il Cammino delle Terre Mutate, così come tutte quelle proposte di turismo lento, con servizio transfer, e-bike, gravel e la messa in rete di servizi turistici tali da favorire la destagionalizzazione e la diversificazione dell’offerta turistica rinforzando le attività del catalogo promosso dal basso dagli operatori.

L’auspicio è che il tema della mobilità e della fruizione sostenibile di Castelluccio e dell’intero Appennino centrale venga inserito come progetto chiave all’interno del Contratto Istituzionale di Sviluppo.

 


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