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Gestione virtuosa dei rifiuti:
Marche promosse, Ascoli al 2° posto

PER IL QUINTO anno consecutivo viene superato l’obiettivo. Nel 2020 registrato un ulteriore 1,29% rispetto al 2019 e un balzo di oltre un punto. Il capoluogo piceno passa dal 66,15% al 68,90% con un salto di quasi 3 punti. La più virtuosa è Macerata

Il 2019 aveva già dato dei buoni risultati per quanto riguarda la raccolta differenziata dei rifiuti nelle Marche, ma il 2020 ha visto un ulteriore aumento dell’1,29% della media regionale tornando così a promuovere le cinque province della nostra regione.

Se dal 2019 tutte le province avevano superato l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata fissato dal testo unico ambientale, nel 2020 la media regionale lo oltrepassa di quasi 7 punti.

La media delle Marche superare dunque l’obiettivo per il quinto anno consecutivo, registrando nel 2020 la percentuale del 71,84 e un balzo di oltre un punto rispetto all’anno precedente per quanto concerne la gestione virtuosa dei rifiuti urbani, che vede l’indicatore espresso attraverso il rapporto tra il rifiuto totale prodotto e quello raccolto in modo differenziato.

Sul podio, anche nel 2020 vi è la provincia di Macerata che rimane imbattuta negli ultimi 10 anni, con numeri che arrivano a sfiorare il 75%.

Al secondo posto Ascoli che passa dal 66,15% al 68,90% con un salto di quasi 3 punti e l’aumento maggiore rispetto all’anno precedente.

Stabile il dato di Ancona, che mantiene il 71,04% registrato nel 2019, mentre anche Pesaro Urbino e Fermo migliorano raggiungendo rispettivamente le percentuali del 72,85 e 69,94.

Andando nel dettaglio sono 191 su 228 (84%) i Comuni che hanno superato la soglia del 65% nel 2020, con Lunano (Pesaro Urino) in vetta alla classifica e Camerano (Ancona) al secondo posto, entrambi oltre l’86% di differenziato.

Tra i capoluoghi di provincia è ancora Macerata (75,46%) a dominare una classifica che trova invece Ancona (59,23%) all’ultimo posto e arretrata rispetto dalla soglia di legge. Nel capoluogo dorico, la raccolta porta a porta trova dunque difficoltà a realizzarsi.

Tra le categorie merceologiche considerate per il calcolo della raccolta differenziata, è l’organico a farla da padrone con quasi 160.000 tonnellate; seguito dalla carta (100.000 tonnellate) e dal verde (75.000 tonnellate). A un gradino sotto il podio (oltre 60.000 tonnellate) troviamo la porzione multi-materiale: plastica e lattine.

Dal 2019 al 2020 diminuisce anche la quantità assoluta di rifiuti prodotta (- 37.150 tonnellate) e per la prima volta diminuisce anche la frazione differenziata (-16.334 tonnellate), oltre al rifiuto residuo indifferenziato (-20.815 tonnellate). Rimane pressoché stabile il compostaggio domestico (-18 tonnellate).

Complessivamente il dato pro capite di rifiuti prodotti diminuisce, a livello regionale dal 2019 al 2020, di 21 chili per abitante/anno; forse anche per effetto del lockdown che può aver indotto a consumare meno, riutilizzare di più, uscire meno di casa per comprare prodotti non fondamentali.


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