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Raid ladresco al deposito Eurospin,
per il giudice non ci sono colpevoli

ASCOLI - L'uomo, un 41enne residente nella Vallata del Tronto, era accusato di furto aggravato in concorso con altre persone non identificate. La pubblica accusa aveva chiesto una condanna a un anno di reclusione

E’ finito con un’assoluzione il processo per il raid ladresco al deposito Eurospin di Monteprandone avvenuto nel febbraio del 2019.

L’imputato, un 41enne residente nella Vallata del Tronto difeso dall’avvocato Silvia Morganti, doveva rispondere del reato di furto aggravato in concorso con altre persone non identificate nel corso delle indagini.

La circostanza aggravante era stata contestata a causa della rimozione dei sigilli di sicurezza di una porta del deposito.

I furti erano avvenuti all’interno dell’area “no food” del deposito dove sono stoccati televisori, forni, elettrodomestici e articoli vari per la casa.

L’avvocato Morganti

Dal magazzino, in particolare, erano spariti scope elettriche, tappetini per auto, palette, scope, spezie e altra merce per un valore non quantificato.

Ad accorgersi dei movimenti sospetti nei pressi delle porte di carico erano stati alcuni addetti che avevano subito allertato i responsabili del deposito.

E così, il giorno dopo la segnalazione, gli stessi responsabili si erano appostati, in incognito, all’interno del magazzino per cercare di cogliere i ladri in flagranza di reato.

Nell’occasione era stato identificato il giovane finito a processo che aveva giustificato la sua presenza in qualità di meccanico giunto sul posto per riparare la piattaforma di un camion di una ditta di trasporti.

Circostanza poi smentita dal titolare della ditta abruzzese operante per conto dell’Eurospin.

Sul posto erano giunti anche i Carabinieri della Stazione di Porto d’Ascoli.

Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna ad un anno di reclusione, ma il giudice Tiziana D’Ecclesia del Tribunale di Ascoli ha assolto l’imputato.

rp


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