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Ventenne sequestrato e violentato:
arrestati i suoi aguzzini

E' ACCADUTO a Morrovalle (Macerata). In cella due trentenni del Pakistan. Avrebbero anche ripreso lo stupro con un cellulare per ricattare la vittima, un loro connazionale. La Polizia ha condotto le indagini e rintracciato i presunti responsabili
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polizia-archivio

di Gianluca Ginella

«Mi hanno sequestrato, violentato e hanno ripreso tutto per ricattarmi». Questa la denuncia choc fatta da un uomo di vent’anni del Pakistan che ha fermato una pattuglia della polizia del commissariato di Civitanova e, non parlando italiano, ha cercato di spiegare cosa gli era successo e di essere riuscito a fuggire approfittando di un momento di distrazione dei suoi aguzzini.

Gli agenti, del Commissariato e della Squadra mobile di Macerata (diretti rispettivamente dai commissari capo Fabio Mazza e Matteo Luconi) hanno condotto le indagini e  ricostruito l’accaduto e rintracciato i due uomini che sono stati trovati con i documenti della vittima di cui stavano per disfarsi. In manette sono finiti due trentenni del Pakistan.

Un racconto choc quello fatto agli agenti del Commissariato di Civitanova, da un giovane di 20 anni del Pakistan che si trova in Italia come richiedente asilo. L’uomo ha fermato una pattuglia della Polizia, che stava svolgendo servizi di controllo del territorio, secondo quanto disposto dal questore Vincenzo Trombadore. Il giovane era agitato e ha cercato di spiegare cosa gli era successo, anche se non parla italiano.

Gli agenti hanno compreso che qualcosa di grave era accaduto e lo hanno portato in commissariato per sentirlo con l’aiuto di un interprete. E così il ventenne ha raccontato che due suoi connazionali lo hanno portato in un casolare di Morrovalle e una volta lì lo hanno picchiato e immobilizzato. Poi lo hanno spogliato e violentato.

Mentre compivano questa terribile violenza hanno ripreso tutto con un cellulare. Quel video doveva servire a ricattare il ventenne: se non avesse pagato loro tremila euro avrebbero divulgato il video in Pakistan per rovinare la sua reputazione e quella della sua famiglia. Inoltre i due connazionali gli hanno preso il cellulare, il passaporto e oltre 300 euro.

Il ventenne nella notte è poi riuscito a fuggire approfittando di un momento di distrazione dei suoi aguzzini. Gli agenti hanno identificato i responsabili, hanno trovato i luoghi dove le violenze erano accadute e gli appartamenti dove i due trentenni vivono. Quando sono andati a fare una perquisizione hanno trovato i due pakistani che stavano cercando di disfarsi del passaporto del ventenne e del suo cellulare.

La Procura ha chiesto al gip una misura cautelare in carcere per entrambi i due pakistani, ritenendo vi fosse sia il pericolo di fuga che quello di reiterazione del reato. Venerdì pomeriggio i due uomini sono stati arrestati e portati in carcere a Montacuto di Ancona. Vengono loro contestati i reati di sequestro di persona aggravato, violenza sessuale di gruppo, di rapina impropria e di lesioni personali aggravate.


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