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Sede dell’Ascoli, fine del contenzioso:
due appartamenti all’asta
e due in comodato alla società bianconera

ASCOLI - Il Consiglio comunale ha dato il via libera alla transazione con la curatela fallimentare. In caso di mancata vendita l'Arengo verserà comunque 241.0000 euro
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Due appartamenti all’asta e due in comodato d’uso all’Ascoli Calcio 1898 per continuare ad ospitarci la sede sociale.

Si chiuderà così il contenzioso ultra decennale tra il Comune e la società bianconera ed anche quello (più recente) con la curatela fallimentare della defunta Ascoli Calcio Spa per la questione della proprietà sita in Corso Vittorio Emanuele 21 ad Ascoli.

L’ingresso della sede dell’Ascoli Calcio

Si tratta di ben quattro appartamenti lasciati in eredità dalla vedova del presidente Cino Del Duca e sulla cui proprietà ci sono stati una miriade di ricorsi e pronunciamenti giudiziari.

Alla fine il Comune aveva inserito la sede tra i beni da alienare (leggi l’articolo) nel piano delle vendite 2021-2023.

Ma a bussare alla porta dell’amministrazione ci ha pensato la curatela del fallimento dell’Ascoli Calcio per chiedere il conto di vecchi contenziosi (pendenti anche di fronte al Tar Marche) per oltre 3 milioni di euro per lavori di straordinaria manutenzione fatti dall’Ascoli Calcio allo stadio “Del Duca” e che sarebbero spettati al proprietario dell’immobile e quindi al Comune.

Il Comune, da parte sua, si è insinuato come creditore nel fallimento rivendicando la somma di 744.000 euro presumibilmente per gli affitti non pagati in base alla vecchia convenzione.

Alla fine, anche per evitare il rischio di un contenzioso milionario come evidenziato in Consiglio comunale dall’assessore al bilancio Dario Corradetti, è stato deciso di fare una transazioni con la curatela.

E così il Comune metterà all’asta due appartamenti (valore stimato 402.102.000 euro) il cui ricavato andrà alla Curatela. In caso di asta deserta, tuttavia, il Comune si impegnerà a versare immediatamente alla curatela una somma pari alla base d’asta iniziale ridotta del 40%, ovvero 241.272.000 euro.

In caso di prima asta deserta, inoltre, ci saranno altri due avvisi con un ribasso cadauno del 20%.

A riguardo è stato necessaria una deroga al regolamento per l’alienazione dei beni in oggetto.

rp

 


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