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Fallimento Piceno Sviluppo:
assoluzioni e rinvii a giudizio

ASCOLI - L'unica accusa rimasta in piedi per gli ex amministratori riguarda l'imputazione nel conto 2009 di 209.000 euro di ricavo ritenuti "fittizi" nei confronti della società Polo Energetico
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Assoluzione, al termine del rito abbreviato, per i revisori dei conti “perchè il fatto non sussiste”, assoluzione anche per gli amministratori per quattro capi d’accusa su cinque.

L’avvocato Mauro Gionni

E’ stato questo l’esito, ancora non definitivo, giudiziario del fallimento della società consortile “Piceno Sviluppo” nata su input della Provincia di Ascoli per la gestione dei patti territoriali e poi messa in liquidazione nel 2009 dalla giunta di Piero Celani e infine fallita nel 2016.

L’udienza si è svolta di fronte al giudice Rita De Angelis.

I revisori dei conti sono stati difesi dall’avvocato Nazario Agostini, mentre gli amministratori da Mauro Gionni.

L’unico capo d’imputazione rimasto in piedi riguarda l’esercizio 2009 dove, secondo l’accusa, sarebbero stati imputati “a conto economico ricavi fittizi nei confronti della Polo Energetico (un’altra società, ndr) per 209.000 euro”.

Non ci sono state irregolarità invece nella gestione dei costi del personale e delle consulenze ad uno studio provato che erano finiti nel mirino poiché erano state inserite nell’attivo dello stato patrimoniale.

E’ caduta anche l’accusa relativa alla falsificazione dei bilanci 2007, 2008 e 2009.

rp


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