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Prove Invalsi,
gli effetti della pandemia:
malissimo inglese e matematica

I RISULTATI dei test effettuati da studenti e studentesse marchigiane sono in linea col trend nazionale. Ecco tutti i dati
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di Michele Carbonari

Risultati in calo nelle Marche rispetto a quelli del 2019, ma in linea con la media nazionale, nelle prove invalsi 2021. Due sono i dati più preoccupanti, riscontrati nella scuola secondaria di secondo grado: il 51% di studenti e studentesse sono sotto il livello minimo di conoscenza in matematica, mentre il 61% lo sono in inglese (listening). Per le restanti materie i valori registrati sono stabili. In tutta Italia le prove invalsi hanno coinvolto oltre 1 milione e 100mila allievi della scuola primaria (classe II e classe V), circa 530mila della secondaria di primo grado (classe III) e circa 475mila dell’ultima classe della secondaria di secondo grado. «Si sono svolte a conclusione di un anno scolastico molto particolare, ancora profondamente influenzato dalla presenza del Covid – si legge nella nota del ministero dell’Istruzione –. Si tratta delle prime prove standardizzate rivolte a tutti gli studenti dopo lo scoppio della pandemia. Esse rappresentano la prima misurazione su larga scala degli effetti sugli apprendimenti di base conseguiti (Italiano, Matematica e Inglese), dopo lunghi periodi di sospensione delle lezioni in presenza a causa dell’elevato numero dei contagi».


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A livello nazionale la scuola primaria ha garantito risultati analoghi a quelli riscontrati nel 2019. «Essa è riuscita ad affrontare le difficoltà della pandemia garantendo risultati pressoché uguali a quelli riscontrati due anni fa». Questi, invece, i risultati della scuola secondaria di primo grado, sempre a livello nazionale. La prova Cbt (computer based testing) per la III secondaria di primo grado (grado 8) ha fornito esiti positivi, con livelli crescenti di risultato. Adeguato ai traguardi delle indicazioni nazionali il livello 3 per italiano e matematica.

inglese-grado-8-650x309Per l’inglese il livello A2 è esplicitamente previsto dalle indicazioni nazionali per la scuola secondaria di primo grado. Rispetto al 2019 i risultati del 2021 di italiano e matematica sono più bassi, mentre quelli di inglese (sia listening sia reading) sono stabili. «A livello nazionale gli studenti che non raggiungo risultati adeguati, ossia non in linea con quanto stabilito dalle indicazioni nazionali sono: italiano (39%, +5 punti percentuali rispetto sia al 2018 sia al 2019), matematica, (45%, +5 punti percentuali rispetto al 2018 e +6 punti percentuali rispetto al 2019), inglese reading – A2 (24%, -2 punti percentuali rispetto al 2018 e +2 punti percentuali rispetto al 2019) ed inglese listening – A2 (41%, -3 punti percentuali rispetto al 2018 e +1 punto percentuale rispetto al 2019)».

Italiano-grado-8I risultati dell’ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado, a livello nazionale, sono simili a quelli della scuola secondaria di primo grado: rispetto al 2019 i risultati del 2021 di italiano e matematica sono più bassi, mentre quelli di inglese (sia listening sia reading) sono stabili. «A livello nazionale gli studenti che non raggiungono risultati adeguati, ossia non in linea con quanto stabilito dalle indicazioni nazionali sono: italiano (44%, +9 punti percentuali rispetto al 2019), matematica (51%, +9 punti percentuali rispetto al 2019), inglese reading – B2 (51%, +3 punti percentuali rispetto al 2019) e inglese listening – B2 (63%, +2 punti percentuali rispetto al 2019). Rispetto al 2019 si riscontra un calo di circa 10 punti in italiano a livello nazionale, ma con forti differenze tra le regioni, un calo di circa 10 punti in matematica a livello nazionale, ma con forti differenze tra le regioni con percentuali molto elevate di allievi al di sotto del livello minimo nelle regioni del Mezzogiorno, in particolare in Campania e Puglia, e nessuna perdita di apprendimento per inglese reading e inglese listening».Matematica-grado-8

In tutte le materie i cali più importanti riguardano gli studenti che provengono da «contesti socioeconomico-culturali più sfavorevoli, con percentuali quasi doppie tra gli studenti provenienti da un contesto svantaggiato rispetto a chi vive in condizioni di maggiore vantaggio. I divari territoriali si ampliano maggiormente passando dalle regioni del Centro-nord a quelle del Mezzogiorno. In molte regioni del Sud oltre la metà degli studenti non raggiunge nemmeno la soglia minima di competenze in italiano (Campania 64%, Calabria 64%, Puglia 59%, Sicilia 57%, Sardegna 53%, Abruzzo 50%). In matematica le percentuali di studenti sotto il livello minimo di competenza crescono ancora (Campania 73%, Calabria e Sicilia 70%, Puglia 69%, Sardegna 63%, Abruzzo 61%, Basilicata 59%, Lazio 56%, Umbria 52%, Marche 51%).

inglese-grado-13-650x298Le percentuali di allievi che non raggiungono il traguardo previsto al termine dell’ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado (B2 del Qcer) divengono molto preoccupanti, se non addirittura drammatiche, sia per inglese reading (Campania 68%, Puglia e Calabria 67%, Sicilia 66%, Sardegna 63%, Basilicata e Abruzzo 61%, Umbria 56%, Lazio 55%) e per inglese listening (Calabria 82%, Campania 81%, Sicilia 80%, Basilicata 80%, Puglia 78%, Abruzzo 76%, Sardegna 71%, Umbria e Molise 67%, Lazio 65%, Marche 61%, Toscana 59%, Liguria e Piemonte 54%, Emilia-Romagna 53%, Veneto 51%)».

dispersione-scolasticaLa pandemia potrebbe avere aggravato il problema della dispersione scolastica, soprattutto nelle sue componenti più difficili da individuare e quantificare. «La disponibilità di dati censuari sugli apprendimenti, confrontabili su base nazionale, permette di individuare quegli studenti che, pur non essendo dispersi in senso formale, escono però dalla scuola senza le competenze fondamentali, quindi a forte rischio di avere prospettive di inserimento nella società non molto diverse da quelle degli studenti che non hanno terminato la scuola secondaria di secondo grado – conclude la nota -. Tale forma di dispersione scolastica è stata definita dispersione scolastica implicita o nascosta.

Dispersione-scolastica-totaleNel 2019 si attestava al 7%, vale a dire che il 7% degli studenti delle scuole italiane ha conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado, ma con competenze di base attese al massimo al termine del primo biennio della scuola secondaria di secondo grado, quando non addirittura alla fine del primo ciclo d’istruzione. Purtroppo la pandemia ha aggravato questo fenomeno e la percentuale della dispersione scolastica implicita ha raggiunto il 9,5% e in alcune ragioni del Mezzogiorno essa ha superato ampiamente valori a due cifre (Calabria 22,4%, Campania 20,1%, Sicilia 16,5%, Puglia 16,2%, Sardegna 15,2%, Basilicata 10,8%, Abruzzo 10,2%), fenomeno particolarmente preoccupante poiché nelle stesse regioni anche il numero di dispersi espliciti (coloro che hanno abbandonato la scuola prima del diploma) è considerevolmente più alto della media nazionale».


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