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Capitale Italiana della Cultura 2024,
ecco tutte le pretendenti
«Ascoli gareggia per vincere»

IL RICONOSCIMENTO - Oltre a Pesaro, in lizza per il titolo ci sono altre 22 realtà, tra cui Pordenone, Siracusa e Viareggio. Il dossier della candidatura da inviare entro ottobre. L'assessore Donatella Ferretti: «Sarà una sfida interessante, abbiamo fiducia, ottimismo e determinazione. Stiamo dando una dimensione partecipata al progetto»
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di Luca Capponi 

 

La partita per ottenere il prestigioso fregio di Capitale Italiana della Cultura 2024 è ufficialmente aperta. Ascoli, come noto, ha deciso già da tempo di concorrere ufficializzando la candidatura a più riprese fino al passo ultimo.

Il Duomo di Ascoli

Anche del derby con Pesaro, altra concorrente, si sapeva da tempo. Ora però la griglia dei contendenti è definita, pronta a eleggere la città che succederà a Brescia e Bergamo, insignite del premio per l’anno 2023.

Insieme alle due marchigiane ecco Ala (Trento), Aliano (Matera), Asolo (Treviso), Burgio (Agrigento), Capistrano (Vibo Valentia), Chioggia (Venezia), Cittadella (Padova), Conversano (Bari), Diamante (Cosenza), Gioia dei Marsi (L’Aquila), Grosseto, La Maddalena (Sassari), Mesagne (Brindisi), Pordenone, Saluzzo (Cuneo), Sestri Levante (Genova), Siracusa, Viareggio (Lucca), Vicenza, Vinci (Firenze).

L’assessore Donatella Ferretti

Oltre a queste, in lizza ci sono anche l’Unione Comuni Montani Amiata Grossetana composta da Arcidosso, Castel del Piano, Castell’Azzara, Roccalbegna, Santa Fiora, Seggiano e Semproniano, e l’Unione Comuni Paestum-Alto Cilento, con Agropoli, Capaccio, Cicerale, Laureana Cilento, Lustra, Perdifumo, Prignano Cilento, Rutino e Torchiara.

«Sono tutte realtà competitive e con buoni numeri per accreditarsi il titolo -spiega l’assessore alla cultura Donatella Ferretti-. Sarà una sfida interessante. Intraprendiamo questo percorso con molta fiducia, ottimismo e determinazione perché in ogni caso crediamo nel processo, nelle risorse e nelle progettualità che metteremo in campo e che comunque verranno realizzate. Il progetto su Ascoli va al di là del riconoscimento o meno di capitale culturale. Oltretutto la dimensione partecipata che stiamo dando al tutto, che è la cosa che più ci interessa, cioè il coinvolgimento di tutti gli attori del territorio, economici e culturali, secondo noi dà valore al progetto».

«Chiaramente gareggiamo per vincere -conclude l’assessore-. Siamo contenti che la comunità ascolana stia sentendo molto questo obiettivo che ci siamo prefissati, la coralità può essere una spinta importante per il gruppo di lavoro che si sta adoperando quotidianamente per realizzare il dossier da presentare ad ottobre».

Il progetto sarà poi sottoposto alla valutazione di una commissione ad hoc, che stabilirà il successore di Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna e Siena (la prima edizione del titolo, nel 2016, fu assegnata in maniera corale), Pistoia (2017), Palermo (2018), Parma (2020 e 2021, nel 2019 non venne assegnato perché Matera fu nominata Capitale Europea della Cultura), Procida (2022) e, appunto, Bergamo e Brescia (2023).

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