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Paga con 100 euro false:
la vittima delle truffa
lancia l’allarme sui social

GROTTAMMARE - Il gestore del negozio ha ricostruito e diffuso una sorta di identikit, sentendosi con altri colleghi che hanno subito la stessa sorte. Spiega come riconoscere le banconote fasulle. Le Forze dell'ordine: «Senza un formale denuncia, non è possibile procedere con le indagini e punire i colpevoli»
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Banconote false utilizzate per pagare il conto: il titolare se ne accorge quando ormai la truffa è andata a segno. E’ accaduto ad un attività commerciale di Grottammare, il cui titolare non si è limitato a mettere un post su facebook per raccontare il fatto.

Ha ricostruito una rete di colleghi, vittime della stessa sorte, e con i quali si è confrontato.
Ciascuno di loro ha messo sul tavolo il particolare che ricordava per arrivare a fare una sorta identikit delle truffatrici – sembra appunto che le autrici del trucchetto siano due – e del loro modo di operare.

Dalla testimonianza del negoziante, le stesse pare abbiano agito anche a Porto d’Ascoli e Cupra Marittima.

«Fate attenzione – scrive il commerciante – la signora ha  50, 55 anni, gira in compagnia di un complice che aspetta in auto (una Fiat 500X rosso fuoco, nuova, targata GA…). La donna ha i capelli corti che copre con un cappellino, è di corporatura robusta e statura media. Mentre parla cambia accento così da rendere difficile capire la provenienza.

Le due si spostano velocemente e tentano anche altri tipi di truffe, tipo giochetto delle 50 euro alla cassa, del cambio di soldi a privati, al tentato acquisto di carte di credito».

Il proprietario del negozio non si è ancora rivolto alle Forze dell’ordine, ma dalla sua banca, alla quale si è rivolto subito a denunciare l’accaduto, ha potuto sapere che «le banconote passano gli scanner test a penna e quelli che non hanno l’ultimo aggiornamento. Le 100 euro si riconoscono solo per l’ologramma singolo, anziché doppio, sulla scritta 100 in basso a sinistra. Al tatto sono quasi uguali a quelle buone».

Prese di mira soprattutto le località costiere, poiché in estate i negozi non lavorano con la clientela locale e quindi conosciuta. Ma ci sono i turisti ed un gran numero di clienti ogni giorno. E più facile quindi, per i malintenzionati, confondersi tra gli avventori  “di fuori”.

Senza però una formale denuncia alle Forze dell’ordine, «non è possibile – ricordano gli stessi operatori di pubblica sicurezza – procedere con le indagini che potrebbero portare ad identificare, anche sulla base delle testimonianza delle vittime, e punire i truffatori».

m.n.g.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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