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Ascoli e Napoli: devoti
agli stessi patroni,
gemellati da 20 anni

L'UNIONE sancita nel 2001, per iniziativa della parrocchia di San Gennaro di Folignano - guidata da don Carlo Lupi - per poi allargarsi all'intera Diocesi ascolana. Passo per passo, volto su volto, l'evento è raccontato in un libro. La presentazione alla vigilia della festa di Sant'Emidio
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Foto tratta dal libro “Storia di un gemellaggio”

 

Vent’anni. Tanti ne sono passati da quando la parrocchia di Folignano, allora guidata da don Carlo Lupi, ha scelto di fare una gita a Napoli, in occasione della tradizionale festa del patrono San Gennaro. Lo stesso del piccolo comune piceno.
La casualità, il destino, l’accoglienza inaspettata dei campani, una spinta dall’Alto, ama ripetere don Lupi: tra le due parrocchie – distanti e diverse – è nata una scintilla che ha dato fuoco ad un gemellaggio, fatto di scambi epistolari ma soprattutto di visite reciproche, fermate solo dalla pandemia.
Nel 2015, il gemellaggio tra Folignano e Napoli, si allarga all’intera diocesi di Ascoli: il compatrono di Napoli è proprio Sant’Emidio.
Nello stesso anno don Carlo Lupi viene destinato a reggere la parrocchia ascolana di San Giacomo della Marca. Da lì continua a seguite l’iniziativa, le cui tappe sono state raccolte in un libro: “Storia di un gemellaggio” che sarà presentato domani, 4 agosto, alle ore 18,45 nella sala della Vittoria presso la Pinacoteca civica di Ascoli.
Interverranno monsignor Domenico Pompili, amministratore apostolico della diocesi di Ascoli, il sindaco di Ascoli Marco Fioravanti e monsignor Vincenzo De Gregorio, della curia di Napoli, abate prelato della cappella del tesoro di San Gennaro a Napoli.
Nella pubblicazione, curata da “Capponi editore” e che ha visto impegnanti, accanto a don Lupi anche Daniele Ricciotti e Sergio Spurio e la professoressa Erminia Tosi Luna per la parte storica, si susseguono il racconto e tantissime foto dei momenti salienti che hanno portato a sancire l’unione delle due comunità, di Ascoli e Napoli.


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