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Gaetano Curreri dimesso dal “Mazzoni”
Grossi: «Il motivo di orgoglio?
Si è affidato alle nostre cure»

ASCOLI - Parla il primario di Cardiologia dell'ospedale ascolano: «Ci ha permesso di esprimerci al meglio, in quello che sappiamo fare e facciamo tutti i giorni». Il leader degli Stadio completerà il suo percorso al "Sant'Orsola" di Bologna. I ringraziamenti a tutti coloro che lo hanno soccorso, curato e assistito il suo staff
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di Maria Nerina Galiè

Il dottor Pierfrancesco Grossi

 

Gaetano Curreri ha lasciato il “Mazzoni” di Ascoli.

«Lo abbiamo dimesso oggi (martedì 10 agosto, ndr). Completerà il percorso di cura al “Sant’Orsola” di Bologna». La conferma arriva dal dottor Piefrancesco Grossi, primario del reparto Cardiologia dell’ospedale ascolano, dove il cantante è stato portato la notte del 30 luglio, per essere operato d’urgenza.
Ha avuto un pericoloso infarto durante il concerto al paese alto di San Benedetto. I primi a prestargli soccorso, in attesa dell’arrivo del 118, un infermiere e tre medici che si trovano tra il pubblico, quella sera, Mauro Mario Mariani, Paolo Mengoni e Luciana Laureati Natali.
Portato in tutta fretta al “Mazzoni”, nell’Emodinamica, è stato sottoposto ad un primo intervento in emergenza, effettuato dai medici Luca Di Vito e Procolo Marchese, assisiti dagli infermieri Silvia Fioravanti e Walter Mazzocchi.
Dopo tre giorni, di nuovo sotto i ferri per la rivascolarizzazione, praticata dal dottor Grossi. 
«Tutto è andato come doveva. Il decorso non ha riservato sorprese», ha commentato il primario di Cardiologia di Ascoli, che però non nasconde la sua soddisfazione per aver curato, insieme alla sua equipe, una persona così famosa.
Soprattutto perché lo stesso paziente e tutto il suo staff, in più occasioni, hanno speso bellissime parole nei confronti del reparto che lo ha assistito. 
«Il vero motivo di orgoglio per noi – ha detto il dottor Grossi – è stato il fatto che si è affidato completamente alle nostre cure.  Poteva accadere, magari dopo la fase acuta, che decidesse di affidarsi ad equipe di centri più grandi. Invece è rimasto qui, ci ha lasciato fare, permettendoci di portare avanti le nostre scelte terapeutiche e di esprimerci al meglio, in quello che sappiamo fare e che facciamo tutti i giorni».

Gaetano Curreri

Serpeggiava l’emozione per avere Gaetano Curreri in reparto?

«Non durante gli interventi, ovviamente, dove si entra una sorta di trance agonistica e non si pensa a chi è sul tavolo operatorio. Poi il contesto, la notorietà di Gaetano, certo, in qualche modo li abbiamo sentiti. Però il personale di Cardiologia è straordinario ed ha avuto cura di tutelare il paziente famoso da ingerenze esterne. L’infarto crea uno stress emotivo importante ed il paziente deve rimanere il più possibile tranquillo».
Avete avuto modo di scambiare qualche pensiero?
«Ci ha raccontato diversi aneddoti, della sua carriera. Di Vasco Rossi e Dalla. Non capita tutti i giorni di trovarsi di fronte un uomo che ha fatto la storia della musica italiana». 
Con lui anche il dottor Grossi e la sua equipe sono entrati nella storia del leader degli Stadio. E con tutti gli onori. 
I ringraziamenti, senza tralasciare nessuno dei protagonisti di questa avventura che si è conclusa al meglio, sono arrivati anche alla fine del percorso piceno di Gaetano Curreri.
“Cogliamo l’occasione – ha scritto il suo staff sulla pagina Facebook –  per ringraziare tutti coloro che ci hanno aiutato e si sono resi disponibili con noi. In primis i medici che lo hanno assistito sul palco, gestendo l’emergenza da veri fenomeni! Il dottor Paolo Mengoni, il dottor Mario Mariani, la dottoressa Luciana Laureati Natali. Non siamo riusciti a rintracciare l’infermiere che si è unito ai soccorsi sul palco, i nostri ringraziamenti vanno anche a lui. Essenziale l’aiuto degli operatori della Croce Verde e del 118.
Un grazie speciale va ai Solis e al loro staff che, insieme al dottor Mariani, sono rimasti tutta la notte a darci supporto. Rinnoviamo il nostro ringraziamento a tutta l’equipe dell’Utic e dell’ Emodinamica dell’ospedale “Mazzoni” di Ascoli, equipe di sala operatoria e di reparto.
Equipe di sala operatoria: Dottor Luca di Vito, gli infermieri Silvia Fioravanti e Walter Mazzocchi e il primario dottor Pierfrancesco Grossi.
Equipe di reparto: il dottor Procolo Marchese, il primo ad accoglierci durante la notte, e tanti altri medici, tutti a nostra completa disposizione. Non abbiamo i nominativi degli infermieri che hanno assistito Gaetano, ma possiamo dirvi che erano tanti e hanno dato tantissimo amore a lui e a noi.
Un ringraziamento speciale va al sindaco di Ascoli Piceno Marco Fioravanti, al sindaco di San Benedetto Pasqualino Piunti e all’assessore Annalisa Ruggeri, nostra ancora nelle ore più dure.
Grazie di vero cuore a tutta la città di Ascoli per l’accoglienza e il calore che ci avete dimostrato.
Grazie allo staff dell’hotel Sant’Emidio, a Gabriele e al ristorante la Nicchia per essersi presi cura di noi nelle ore più difficili. Grazie a tutti e scusate se abbiamo dimenticato qualcuno, grazie davvero, non lo dimenticheremo mai”.

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