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Afghanistan, la proposta:
«Loreto pronta per corridoi umanitari»

IL SINDACO Moreno Pieroni ha scritto al ministro degli Esteri e al Prefetto mettendosi a disposizione per dare ospitalità ai profughi del regime talebano, in particolare alle donne. «Restiamo fedeli alla nostra storia di città aperta al prossimo: non è la prima volta che i lauretani si attivano per rispondere ad emergenze umanitarie internazionali»
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Basilica della Santa Casa (foto Giusy Marinelli)

Il sindaco Moreno Pieroni

 

La città di Loreto si offre come corridoio umanitario per dare accoglienza ai profughi dell’Afghanistan. È la proposta del sindaco Moreno Pieroni che, in queste ore di drammatica emergenza umanitaria, lancia una concreta iniziativa di solidarietà per la popolazione afghana, in particolare per le donne, che rischiano di essere le più tragicamente colpite dal ritorno del regime talebano.

«Non possiamo restare a guardare senza fare nulla – dichiara il primo cittadino di Loreto-. Il nostro paese è da sempre un luogo vocato all’accoglienza al di là delle appartenenze e dei credo religiosi: restiamo fedeli alla nostra storia di città aperta al prossimo e ci mettiamo a disposizione per dare ospitalità ai profughi e alle profughe che ne avranno bisogno».

Una disponibilità che l’Amministrazione Comunale ha già messo nero su bianco scrivendo alle autorità competenti, Ministro degli Esteri e Prefetto in primis, esprimendo la volontà di creare un vero e proprio ‘corridoio umanitario’ che possa essere un punto di riferimento per dare asilo a queste persone così duramente messe alla prova.

«Abbiamo sentito il dovere morale di fare qualcosa di concreto – continua il sindaco – e ci appelliamo a tutte le realtà del territorio come la Delegazione Pontificia, la Croce Rossa, la Protezione Civile, le Fondazioni e le Associazioni cittadine, affinché possano condividere questa nostra iniziativa e, insieme, renderla operativa. Non è la prima volta che la città di Loreto si attiva per rispondere ad emergenze umanitarie internazionali: già negli scorsi anni, il centro mariano aveva ospitato la comunità albanese e kosovara residente a Tolentino e sfollata in seguito al terremoto del 2016. Un’attenzione verso l’altro in quanto tale, svincolata da qualsiasi valutazione di tipo religioso, sia pure all’ombra di uno dei più importanti Santuari Mariani della Cristianità».

«Anzi, forse proprio per questo. Loreto è un centro di culto conosciuto in tutto il mondo – conclude Pieroni – è doveroso utilizzare il richiamo e l’influenza che il nome della nostra città esercita ovunque per sensibilizzare l’opinione pubblica, italiana e non solo, su questa enorme tragedia che si sta consumando. Voglio pensare che molto altri comuni faranno altrettanto seguendo il nostro esempio».


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