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Sanità: «Sì al potenziamento
del “Madonna del Soccorso”,
ma senza paraocchi»

SAN BENEDETTO - Sono le parole di Roberto Maravalli, coordinatore provinciale della Lega, nel chiarire la posizione del partito rispetto al futuro dell’ospedale della Riviera. «Prima vogliamo capire quali servizi dovrà erogare così da verificare le scelte più compatibili con efficienza e velocità di realizzazione»
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L’ospedale “Madonna del Soccorso”

«La Lega è contro gli ospedali unici ed a favore del potenziamento della Sanità di territorio a San Benedetto, come in ogni altra parte delle Marche». Queste le parole di Roberto Maravalli, coordinatore provinciale della Lega Ascoli, a chiarimento della posizione del partito rispetto al futuro dell’ospedale della Riviera.

«Lo abbiamo espresso chiaramente – continua il coordinatore leghista – con la risoluzione approvata dal Consiglio regionale, di cui primo firmatario è stato il nostro consigliere Andrea Maria Antonini, lo ribadiamo con l’idea di un ospedale di primo livello strutturato su due plessi, con servizi per l’utenza differenziati.

Riteniamo che la priorità debba essere data al contenuto piuttosto che al contenitore: è a questo che servono le strutture sanitarie, a dare servizi al territorio».

Roberto Maravalli

Maravalli, nella nota ricorda anche il ruolo della Lega di aver impegnato presidente e Giunta regionale a non concentrare i servizi ospedalieri in strutture uniche di riferimento, «non mette tuttavia il paraocchi rispetto alle modalità con cui attuare il nuovo piano sanitario per San Benedetto e tutto il Piceno».

«Certamente l’ospedale “Madonna del Soccorso” dovrà essere valorizzato a misura dei servizi che sarà chiamato ad erogare e dei fondi a disposizione della Regione – aggiunge Maravalli – Prima di qualunque ipotesi vogliamo capire quali servizi dovrà erogare così da verificare, attraverso uno studio puntuale di fattibilità, quali siano le scelte più compatibili con efficienza e velocità di realizzazione: costruire un nuovo ospedale o riqualificare e potenziare l’attuale. Nel frattempo, i reparti rimasti finora chiusi al “Madonna del Soccorso” dovranno subito essere riaperti».

 


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