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Crisi idrica, Alati (Ciip): «Aggravamento
dell’approvvigionamento, attivato
il livello di allarme rosso»

ACQUA - Il presidente della Ciip rinnova l'appello a non sprecare la risorsa e avvisa: «Dai dati rilevati nelle ultime quattro settimane, si teme che nel breve-medio periodo si possa avere una situazione preoccupante per la continuità del servizio con il possibile razionamento della risorsa»
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Giacinto Alati

 

E’ sempre più critica la situazione acqua nel Piceno e nel Fermano: lo dice il presidente della Ciip, Giacinto Alati, che già aveva avvisato sul rischio di dover ricorrere alla chiusura di qualche contatore, se necessario.

Manca l’acqua: le sorgenti sono a secco e l’aumento estivo della popolazione, quest’anno ha superato i numeri dello scorso anno anche del 30%.

«Fino ad oggi – dice il presidente Alati –  si sono garantiti la corretta distribuzione e la continuità l’approvvigionamento dell’acqua potabile su tutto il territorio, grazie ad una attenta e puntuale gestione degli impianti di soccorso attivati per le zone più densamente popolate, Ascoli, San Benedetto e Fermo, pur essendo aumentati i consumi per tutto il periodo estivo (fino a punte del 30% rispetto l’anno precedente) sia nei centri costieri che montani.

Tuttavia – continua Alati – come emerge dai dati rilevati nelle ultime quattro settimane, proiettando al 2021 il trend del 2020 sia della disponibilità in sorgente che dei consumi di utenza, si teme che nel breve-medio periodo si possa avere una situazione preoccupante per la continuità del servizio con il possibile razionamento della risorsa idrica, nonostante il ricorso al mutuo supporto degli impianti di emergenza. Infatti si rileva una perdita settimanale della disponibilità, che fa prevedere un abbassamento repentino della portata addotta nelle prossime settimane, perdurando le attuali condizioni climatiche».

Scatta quindi il livello di allarme al terzo stadio, cioè da codice rosso, in ragione della procedura con la quale viene normata l’attività dell’azienda in casi come questi.

L’unica arma per contrastare il problema è il contenimento dei consumi.

«Raccomando – ribadisce il presidente Alati – a tutta la cittadinanza di utilizzare l’acqua con oculatezza e per le sole esigenze igienico potabili, specificando che utilizzi non consentiti, quali innaffiare orti e giardini, cortili, lavare automezzi, pulire strade, marciapiedi con l’acqua potabile, sono proibiti. Ai trasgressori potranno essere comminate le sanzioni normativamente previste».

Per garantire una equa distribuzione della risorsa idrica disponibile, la Ciip chiede, non solo alla cittadinanza ma anche agli uffici pubblici, all’utenza commerciale, produttiva e sanitaria, «di a porre particolare attenzione alla manutenzione degli impianti ad autoclave (serbatoi e pompe), ove presenti e, nel caso in cui non si disponga degli stessi, di installare impianti ex-novo ed essere pronti alla loro attivazione.

Infine – è sempre Alati che parla – si preavvisa che, nel caso il monitoraggio settimanale sullo stato delle risorse idriche e dell’andamento climatico ne dimostrasse la necessità, in relazione alla differenza tra disponibilità della risorsa idrica e dei consumi, si potrebbe attivare il razionamento della risorsa idrica distribuita dall’acquedotto pubblico, nelle zone territoriali specifiche non servite dagli impianti di soccorso, tramite la chiusura di una serie di serbatoi in ore notturne, in relazione alla gravità della crisi idrica stessa e dei consumi di utenza. In questo caso la popolazione sarà adeguatamente informata, anche attraverso sms».

 


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