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Ada Natali, prima sindaca
d’Italia a Massa Fermana:
lo racconta in un libro
Giuseppe Fillich

IL VOLUME sarà presentato l'1 ottobre al Teatro dell’Aquila di Fermo alla presenza di rappresentanti istituzionali, sindacali e scolastici.  Parteciperanno anche Fabrizia Maurici, nipote di Ada Natali, e Angela Serafini sua amica. La "maestra Ada" fu eletta anche deputata del Pci. E' morta a 92 anni. La sua vita un esempio luminoso per tutti. La battaglia per migliorare le condizioni di lavoro delle donne nei cappellifici del Fermano
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di Franco De Marco

 

Anche se sul tema c’è una disputa con altri Comuni italiani, in base ai documenti, Ada Natali, la maestra Ada, nata il 5 marzo 1898 a Massa Fermana e morta il 27 aprile 1990 a 92 anni, è stata eletta  il 31 marzo 1946 prima sindaca d’Italia, donna e partigiana, a Massa Fermana. Orgoglio marchigiano. Un esempio luminoso per tutti. La figura di Ada Natali rivive ora, con tanti e tanti documenti originali, immagini e tabelle elettorali, in un prezioso libro realizzato dal professore di storia e filosofia (tra i suoi allievi, allo Scientifico di Ascoli, i musicisti Giovanni Allevi e Dario Faini e l’assessore regionale Guido Castelli), sindacalista e giornalista, Giuseppe Fillich. Nato ad Offida, ora residente a Sant’Elpidio a Mare (Fermo), Giuseppe Fillich, attuale segretario dello Spi Cgil della Lega di Porto Sant’Elpidio, è autore anche di altre pubblicazioni di storia.

“Ada Natali. Donna e partigiana prima sindaca d’Italia”, 364 pagine più appendice, stampato dalla Topografica Fermana, è il frutto di quasi tre anni di certosine ricerche nell’archivio del Comune di Massa Fermana, nell’Archivio di Stato di Ascoli e all’Università di Macerata.

Sarà presentato il primo ottobre prossimo, alle 8,45, nel Teatro dell’Aquila di Fermo, alla presenza di rappresentanti istituzionali, sindacali e scolastici.  Parteciperanno anche Fabrizia Maurici , nipote di Ada Natali, e Angela Serafini  sua amica.

Ada Natali

Ada Natali, orgoglio marchigiano, è stata, oltre che sindaco, antifascista e combattente contro i soprusi del regime fascista per il riscatto sociale degli oppressi e degli ultimi. Diede anche un significativo contributo all’affermazione dei diritti delle donne. Fu eletta sindaca, quale componente della lista della Spiga (socialisti e comunisti, l’altra lista era dei democristiani), il 31 marzo 1946  dopo le elezioni comunali del 24 marzo 1946 . Lasciò l’incarico nel 1959.

Nel maggio del 1953 a Massa Fermana e a Montappone si verificarono le prime manifestazioni di protesta degli operai per ottenere migliori salariali e di lavoro nei cappellifici locali. “Ada Natali – si legge nel libro di Fillich – convinta assertrice dell’emancipazione degli operai e, in particolare, della donna  impegnata nel lavoro, favorì le condizioni per la realizzazione di un progetto d’avanguardia  nello scenario produttivo fermano del cappello. Avviò a Massa Fermana la nascita di una cooperativa  di lavoro che prenderà il nome di Cappellificio Cooperativo Piceno”. Una vita, la sua, dedicata all’insegnamento, nel Fermano e nel Maceratese, alla politica, alla difesa dei diritti delle donne

Alle elezioni politiche del 1948, collegio di Ancona-Pesaro-Macerata-Ascoli, Ada Natali venne eletta deputata e si iscrisse nel gruppo comunista, incarico che si concluse nel 1953. Fu molto legata a Palmiro Togliatti, che le affidò importanti incarichi organizzativi, e a Nilde Iotti. Fece parte anche delle delle delegazioni invitate in Unione Sovietica per avviare i primi contatti istituzionali.

Ha scritto il primo settembre 1944 Ada Natali: “Fui perseguitata dal fascismo semplicemente perché figlia di un vecchio socialista (Giuseppe Natali, sindaco di Massa Fermana dal 1920 al 1923, ndr) e antifascista io stessa. I miei avversari mi hanno classificata “socialista, comunista, sovversiva pericolosa”. Semplicemente fui e sono una coscienza dritta e fiera per la quale giustizia e libertà non sono parole vuote ma norme di vita. Appena il mio paese, Massa Fermana, fu libero dai tedeschi, rinvenni nel municipio documenti interessanti che testimoniano la persecuzione da me subita”.

Lasciò l’insegnamento per raggiunti limiti di età il primo ottobre del 1950. Il libro di Giuseppe Fillich, un vero libro di storia, non racconta solo la vita di Ada Natali ma di un’intero territorio che si rialza dopo la tragica esperienza del fascismo. Da diffondere subito nelle scuole. E’ stato curato da Spi Cgil di Porto Sant’Elpidio, Auser Volontariato Elpidiense e Comune di Massa Fermana. Consulente storico Giuliano Persichini. Dipinti di Clelio Rastelli.


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