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Carichi ambientali,
assemblea pubblica d’ambito:
intervengono sei associazioni

AMBIENTE - Alla vigilia della riunione, ecco cosa dicono Comitato Tutela del Bretta, Comitato Ascolto e Partecipazione, Legambiente Ascoli, Dipende da noi Ascoli, Comitato antinquinamento Villa Sant'Antonio, Cittadinanzattiva Ascoli, Comitato ci rifiutiAmo, Tavolo Piceno Acqua bene Comune
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Sono sei realtà del territorio, tutte fortemente interessate alla tutela dell’ambiente che, in questo caso, puntano ancora una volta il dito su smaltimento rifiuti e discariche.
Alla vigilia dall’assemblea pubblica territoriale d’ambito, convocata per domani giovedì 7 ottobre, al cui ordine del giorno è prevista l’approvazione del Piano e la discussione di una mozione sulla ripartizione dei carichi ambientali, ecco l’intervento di Comitato Tutela del Bretta, Comitato Ascolto e Partecipazione, Legambiente Ascoli, Dipende da noi Ascoli, Comitato antinquinamento Villa Sant’Antonio, Cittadinanzattiva Ascoli, Comitato ci rifiutiAmo, Tavolo Piceno Acqua bene Comune.
“Invitiamo tutti i cittadini a riflettere prendendo coscienza di quanto sta accadendo in tema di rifiuti.
Nel territorio del Comune di Ascoli grava da almeno 40 anni il peso dei rifiuti indifferenziati prodotti da tutti i Comuni della Provincia, attraverso la presenza di numerose discariche. Un territorio, che vedrà il suo futuro ipotecato per i prossimi 30-40 anni attraverso la realizzazione di un nuovo progetto destinato allo smaltimento dei rifiuti noto come “vasca zero” che, con i suoi 850.000 metri cubi di capienza iniziale ed in continuità con l’adiacente discarica Ipgi e la vicinissima discarica Geta si appresta ad apporre alla Valle il sigillo di un grande immondezzaio.

La discarica Geta

Stiamo parlando di numeri incompatibili con il fabbisogno di smaltimento dei rifiuti prodotti nella provincia di Ascoli e ci chiediamo come possano inserirsi all’interno della pianificazione per la governance dei rifiuti urbani che dovrebbe seguire linee guida e strategie armonizzate agli obiettivi posti in essere dalle direttive europee. Il percorso avviato dalla UE prevede la necessità di minimizzare la produzione di rifiuto da conferire in discarica a vantaggio del risparmio di risorse e del recupero dei materiali post consumo, prevedendo a questo fine revisioni a breve termine degli obiettivi. In merito al rifiuto da conferire in discarica la revisione è attesa al 2024.

Se quindi la “domanda” di smaltimento è destinata a diminuire nel tempo, c’è da chiedersi come mai nel Comune di Ascoli si delinea la realizzazione di una “offerta” di tale portata. Il sovradimensionamento di impianti sia di smaltimento che di trattamento, implica la possibilità di accogliere quantità di rifiuti molto superiori all’effettivo fabbisogno. Questi assieme alle recenti modifiche societarie nelle aziende che si occupano della gestione dei rifiuti nella nostra provincia , inducono a temere una strategia che mira solo alla monetizzazione dei rifiuti a scapito di tutto il territorio e della salute dei cittadini. A tal proposito giova ricordare la sofferenza delle province vicine rispetto alla collocazione di alcuni flussi di rifiuti.
Vogliamo rivolgerci anche alle istituzioni locali, in particolare a coloro che hanno scelto di porre enfasi ed attenzione su alcuni aspetti del piano provinciale rifiuti a scapito di altri, senza tener conto delle reali criticità che il piano pone in essere. compreso il progetto vasca zero a proposito del quale dobbiamo purtroppo constatare il silenzio assordante delle istituzioni e delle forze politiche.
In pochi hanno rivendicato meccanismi di responsabilizzazione reciproca dai quali la gestione dei rifiuti non può prescindere. L’aspetto della suddivisione dei carichi ambientali, richiamato dalle norme in materia e noto come fattore di pressione non piace a molti nonostante tutti i Comuni abbiano l’esigenza di smaltire i propri rifiuti.
Il 7 ottobre è stata indetta l’ assemblea pubblica territoriale d’ ambito al cui ordine del giorno è prevista l’approvazione del piano e la discussione di una mozione sulla ripartizione dei carichi ambientali.
Chiediamo lungimiranza e senso di responsabilità ai decisori pubblici per evitare di dover fare i conti con un territorio devastato a causa di decisioni che non tengono conto delle esigenze dell’ economia circolare di cui eventualmente chiederemo conto a chi è chiamato ad amministrare e decidere nell’ interesse generale”.

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