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Associazione con finalità di terrorismo,
torna in carcere l’ascolano Stefano Manni:
deve scontare 6 anni

ASCOLI - Venne arrestato nel 2014, ma era libero in attesa della sentenza della Cassazione che lo ha condannato in via definitiva. Prelevato ieri sera dai Carabinieri del Ros e dai colleghi di Ascoli e trasferito nel carcere di Marino del Tronto. All'epoca dei fatti Manni aveva 48 anni, oggi ne ha 55
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Stefano Manni

 

di Andrea Ferretti

 

Ieri mercoledì 13 ottobre i Carabinieri del Ros, con il supporto dei colleghi del Comando provinciale di Ascoli, hanno arrestato l’ascolano Stefano Manni, 55 anni, dando esecuzione all’ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica de L’Aquila (Ufficio esecuzioni penali) accusato di “associazione con finalità di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico e associazione finalizzata all’incitamento, alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi”.

Il provvedimento è stato emesso dopo la sentenza della Cassazione di martedì 12 che ha reso definitiva la condanna di Manni il quale era libero in attesa della sentenza e che ora si trova nel carcere ascolano di Marino del Tronto.

Manni venne arrestato il 22 dicembre 2014 insieme ad altre tredici persone, accusato di essere alla testa di un gruppo di persone che stavano organizzando un disegno criminale in nome dell’organizzazione eversiva di estrema destra “Avanguardia Ordinovista”. Venne prelevato nella sua abitazione di Montesilvano, alle porte di Pescara, dove si era stabilito da alcuni anni e dove viveva insieme a una compagna, anche lei in manette. Venne trasferito nel carcere di Pescara

L’indagine era stata avviata dai Carabinieri del Ros nel 2013 sul conto di un’organizzazione clandestina denominata “Avanguardia Ordinovista” che, richiamandosi agli ideali del disciolto movimento politico “Ordine Nuovo”, progettava azioni violente nei confronti di obiettivi istituzionali, al fine di sovvertire l’ordine democratico dello Stato.

Nel dicembre 2014 le indagini – coordinate dalla Procura della Repubblica-Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo de L’Aquila – avevano portato agli arresti di 14 persone, fra cui appunto Manni, accusato di essere il promotore dell’organizzazione. Di queste 14 persone, 11 finirono in carcere (tra cui Manni) e 3 vennero poste ai domiciliari.

Le stesse indagini permisero anche di delineare la strategia operativa di Avanguardia Ordinovista che prevedeva il compimento di atti violenti al solo fine di destabilizzare l’ordine pubblico e la tranquillità dello Stato, per poi prendere parte alle elezioni con un proprio partito.

Vennero anche avviate varie iniziative volte a promuovere la crescita culturale degli aderenti alle idee di estrema destra con la creazione della scuola politica Triskele. Gli aderenti all’organizzazione utilizzavano complesse modalità di comunicazione sui social network, dove operavano a scopo di proselitismo e innalzamento della tensione sociale.

Emerse poi che il gruppo aveva ricercato armi sul mercato clandestino. Le indagini del Ros, che si sono avvalse anche di operatori sotto copertura, si inseriscono in una più ampia strategia di contrasto alle manifestazioni eversive, condotta dai Carabinieri su tutto il territorio nazionale.


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