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Area di crisi Piceno e Val Vibrata:
finanziati 80 progetti
per la creazione d’impresa

ASCOLI - Presentate 175 domande. Previsto un contributo a fondo perduto per un importo compreso tra 15.000 e 35.000 euro. Castelli: «Nuova occupazione e crescita economica gli obiettivi della misura che incoraggia il "mettersi in proprio"». Aguzzi: «Linfa al sistema produttivo»
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Incentivare la cultura dell’imprenditorialità nel segno della migliore tradizione del made in Italy: questo l’obiettivo del bando per la creazione di nuove realtà produttive e di servizio nell’area di crisi industriale complessa Piceno Val Vibrata, che ha premiato – con l’ammissione a finanziamento – 80 progetti nei settori artigianato e turismo, commercio, servizi ed edilizia.
Sono state 175 le domande di contributo presentate, a fronte di una dotazione di risorse pari 1,5 milioni di euro, con la possibilità di beneficiare di un contributo a fondo perduto di importo compreso tra 15.000 e 35.000 euro in regime “de minimis”.
«Anche i disoccupati del territorio Piceno – sottolinea l’assessore della Regione Marche alle Aree di crisi industriale, Guido Castellihanno potuto beneficiare dei fondi di questo ultimo scorcio della programmazione europea 2014-2020 per entrare nel mondo del lavoro e intraprendere la strada dell’autoimprenditorialità, grazie alla decisione della Giunta regionale di svincolare le risorse dedicate nell’Accordo di programma che ancora oggi sconta a livello ministeriale un ritardo di oltre un anno per la sottoscrizione della sua proroga e rimodulazione.

Incoraggiando la cultura del “mettersi in proprio“, questa misura offre la possibilità di coniugare i benefici sociali della creazione di nuova occupazione con quelli del rilancio e della crescita economica, ancor più in un’area come quella del Piceno che sconta tuttora gli effetti di una perdurante crisi, acuita prima dal sisma e poi dall’emergenza Covid. Un territorio che ha bisogno di diversificazione delle attività nel segno della valorizzazione delle potenzialità locali.

Guido Castelli

Il successo registrato con questo avviso, che ci ha obbligato ad una chiusura già dopo la prima finestra, suggerisce di riproporre la misura anche nel nuovo ciclo di programmazione dei fondi europei 2021-2027, individuando, dove necessario, dei correttivi e delle misure integrative tese a renderla ancora più aderente ai bisogni che emergono nelle prime fasi dell’attività».
Sulla stessa linea anche l’assessore regionale al Lavoro, Stefano Aguzzi. «Siamo molto soddisfatti dei risultati conseguiti con questa importante politica attiva che mira a dare nuova linfa al sistema produttivo, creando nuove opportunità di lavoro.

Il rapporto di monitoraggio e analisi realizzato di recente dall’Osservatorio del mercato del lavoro ha evidenziato che, a fronte di 818 nuove imprese finanziate negli ultimi anni, sono stati creati quasi 1800 nuovi posti di lavoro e che, a tre anni dalla costituzione delle attività avviate nel 2017, il 94% risulta ancora attivo.

Stefano Aguzzi

Da questi dati dobbiamo partire per definire una strategia di accompagnamento alle start up ancora più integrata.

Trasformare un’idea d’impresa in un concreto progetto imprenditoriale non è un percorso semplice, e va sostenuto da questa Amministrazione con tutti gli strumenti possibili per rimuovere gli ostacoli di tipo economico, finanziario e amministrativo che spesso i giovani incontrano sulla loro strada».
Successivamente all’approvazione della graduatoria, la struttura regionale competente provvederà all’impegno dei fondi, una volta che i soggetti beneficiari avranno presentato la formale accettazione del contributo e la documentazione atta a dimostrare l’avvenuta costituzione dell’impresa.


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