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Unicam, l’opera di Carlo Crivelli
nella due giorni di studio

PROMOSSE e organizzate dall'Università, si svolgeranno a Camerino (polo informatico “Carla Lodovici”) e ad Ascoli (Palazzo dei Capitani) il 22 e 23 ottobre
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La Madonna di Poggio di Bretta, di Carlo Crivelli, conservata nel museo diocesano di Ascoli

 

Al via le giornate di studio, promosse e organizzate dall’Università di Camerino, con il sostegno della Regione Marche e la collaborazione del Comune di Ascoli, che si svolgeranno nel capoluogo piceno nella Sala della Ragione di Palazzo dei Capitani e al polo informatico “Carla Lodovici” dell’Unicam venerdì 22 e sabato 23 ottobre, a cura di Daphne De Luca, Stefano Papetti, Graziella Roselli e Giuseppe Di Girolami.

L’obiettivo degli appuntamenti è di riunire, per la prima volta, alcuni fra i massimi esperti del pittore veneziano, in un felice connubio fra studi storico-artistici e studi tecnici che vedono coinvolti storici dell’arte, restauratori, chimici e diagnosti.

La prima giornata, che si aprirà con la lectio magistralis di Claudio Strinati, già soprintendente per il polo museale romano, è dedicata agli studi storico-artistici sul pittore con alcune nuove riflessioni di natura iconologica e iconografica: gioielli, vestiti, fiori, frutti, candele, insetti e altri oggetti che popolano gli animati parapetti marmorei o lignei nelle sue incredibili macchine d’altare ed altri capolavori. Ma non solo Crivelli.

Nella prima giornata si approfondirà, inoltre, il contesto culturale e sociale nel quale si muove il pittore al suo arrivo nelle Marche, introducendo invenzioni iconografiche e compositive di grande qualità, e quale eredità lascerà sul territorio in un contesto artistico piuttosto fiacco. Si susseguiranno relatori studiosi di levatura internazionale provenienti, tra gli altri, dagli atenei di Bologna, Lille, Harvard, Sapienza, oltre ad esperti e docenti Unicam.

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La Madonna con il bambino, di Carlo Crivelli, a Sarnano

Sabato 23 ottobre, a Camerino, si concentreranno gli interventi inerenti alla tecnica pittorica del maestro veneziano.

Numerosi sono gli esperti fra restauratori, chimici e diagnosti che negli ultimi anni si sono dedicati all’analisi delle opere di Crivelli nel tentativo di svelare il modus operandi del pittore. Le più importanti istituzioni museali si confronteranno effettuando paragoni tecnici con i dati desunti da nutrite campagne diagnostiche spesso inedite: dalle tecniche di assemblaggio dei supporti lignei e delle maestose cornici, così imponenti con le loro predelle, cuspidi, pilastrini e lunette da divenire opere d’arte a sé stanti, agli strati preparatori e pittorici, dorature, graniture, punzonature e verniciature finali.

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Un’opera di Crivelli, a Camerino

Nella seconda, ed ultima, giornata di studio interverranno, tra gli altri, esperti e professionisti provenienti da importanti musei e gallerie sia italiani che stranieri.

Per la prima volta dalla riscoperta del pittore si tenterà di presentare, alla comunità scientifica e no, un viaggio nella materia, dedicato all’esplorazione delle tecniche pittoriche di Crivelli svelate dalle indagini scientifiche. La giornata, connotata da un taglio prettamente tecnico, intende rivelare i segreti di bottega che hanno reso i polittici di Carlo non solo dipinti di straordinaria bellezza ma anche manufatti artigianali di grandissima qualità. Crivelli era infatti un eccellente pittore, dotato di grande abilità tecnica, che concepiva le sue opere come rutilanti gioielli di oreficeria nei quali l’oro e l’argento, finemente cesellati e impiegati per impreziosire sontuosi broccati in velluto veneziano, sono i protagonisti assoluti.

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Il rettore Claudio Pettinari

«Siamo estremamente soddisfatti ha sottolineato il rettore Unicam Claudio Pettinaridi poter ritornare in aula per affrontare queste due giornate di studio su un artista così importante per la storia delle Marche. Ringrazio la Regione ed il comune di Ascoli per il supporto e la collaborazione, ma naturalmente il ringraziamento più grande va ai docenti del nostro corso di laurea in “Tecnologie innovative per i beni culturali” che hanno organizzato un convegno di elevato spessore coinvolgendo i massimi esperti del Crivelli. Mettere le proprie conoscenze e competenze a disposizione del territorio è uno degli obiettivi dell’Università e questo convegno ne è una ottima dimostrazione».

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Giorgia Latini

«La Regionecommenta l’assessore alla Cultura Giorgia Latiniha sostenuto sin dall’inizio questa iniziativa di confronto e di studio con lo scopo di illuminare aspetti ancora poco conosciuti di un artista che ha lasciato tracce indelebili nelle Marche e nella storia dell’arte. Attraverso queste due giornate valorizziamo il Crivelli, il contesto nel quale ha operato e ne approfondiamo gli aspetti più tecnici grazie ad una diagnostica avanzata. Queste giornate di studio sono inoltre la dimostrazione che dal dialogo costruttivo fra le istituzioni del territorio può veramente derivare un percorso comune utile a conoscere e dunque a promuovere il nostro patrimonio materiale e immateriale».

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Marco Fioravanti

«Un appuntamento importante per la nostra cittàha dichiarato il sindaco di Ascoli Marco Fioravanti che permetterà di approfondire la conoscenza della figura di Crivelli. Queste due giornate arrivano a breve distanza dal completamento del restauro del Polittico, tornato a splendere nella cattedrale di Sant’Emidio. Vogliamo rendere Ascoli sempre più un luogo di cultura e di studio: eventi come questo, con ospiti e relatori di altissimo livello, ci permettono di perseguire con forza questo obiettivo».

«La crescita culturale della cittàha aggiunto l’assessore alla Cultura Donatella Ferretti non può prescindere da contributi come questi. Siamo onorati di poter ospitare storici dell’arte, restauratori e altre figure di spicco per un simile appuntamento, che andrà a focalizzare la sua attenzione su un artista molto conosciuto e amato ad Ascoli». «La due giorni, tra Ascoli e Camerino – sottolineano gli organizzatori e curatori dell’evento – contribuirà a dissolvere il totale silenzio delle fonti sull’operato di Carlo Crivelli. Il pittore, infatti, è rimasto praticamente sconosciuto per quasi due secoli: Vasari lo ignorerà del tutto, forse perché non vedrà le sue opere disseminate nel lontano e poco accessibile territorio marchigiano, mentre verrà citato per la prima volta da Ridolfi e altri scrittori marchigiani a partire dalla metà del Seicento. La rivalutazione di Crivelli si avrà solo intorno al 1950».

 


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