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«I rifiuti non devono e non possono
continuare a gravare
sui territori di sempre

ASCOLI - Sul Piano d'Ambito e dopo l'incontro pubblico sull'argomento voluto dal sindaco Fioravanti, l'intervento di numerose associazioni, comitati e gruppi politici del Piceno e del circondario. Ecco chi sono e le loro dichiarazioni
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L’assemblea pubblica sul Piano rifiuti

Sull’assemblea dello scorso 26 ottobre, ad Ascoli, voluta dal sindaco Marco Fioravanti per chiarire la sua posizione in merito al rinnovo del Piano d’Ambito Rifiuti, intervengono – con una nota congiunta – numerose associazioni, comitati e gruppi politici del Piceno e del circondario. E sono: Acli – Terra Ascoli Piceno, Ascolto & Partecipazione, Associazione di valorizzazione e tutela della Valdaso, associazione “I Care”, Cambia San Benedetto, Casa Comune Fermo, CittadinanzAttiva Ascoli,  CittadinanzAttiva San Benedetto, comitato “Aria Pulita” Castel di Lama Villa Sant’Antonio, comitato “Ci Rifiutiamo” Ascoli, comitato “Fermiamo il consumo di suolo”, comitato spontaneo “Acqua Pulita”, comitato spontaneo “Le buone acque del Pescara”, comitato “Tutela del Bretta”, Dipende da Noi Ascoli, Dipende da Noi Fermo, GAS Gasper – Ascoli, Legambiente – circolo di Ascoli, Legambiente – circolo “Lu Cucale” San Benedetto del Tronto, Obiettivi Comuni per Offida, Tavolo Piceno Acqua Bene Comune.

«Dopo gli annunci che hanno accompagnato la convocazione dell’assemblea – si legge nella nota – ci aspettavamo dichiarazioni in linea con gli slogan postati sui social.

Invece il sindaco Fioravanti ha continuato a negare l’evidenza senza avanzare alcuna proposta concreta per evitare che ad Ascoli continuassero ad arrivare i rifiuti di tutta la provincia e forse anche oltre visto il sovradimensionamento degli impianti.

Gli slogan sono rimasti tali perché non è stata annunciata alcuna azione per ridurre i megaimpianti, nessuna iniziativa per l’annullamento della delibera Ata, nessuna intenzione di dare parere sfavorevole negli iter amministrativi già avviati, niente.

Il sindaco ha continuato a ripetere come un mantra che non ha alcuna responsabilità e che la soluzione di tutto è tornare a Relluce, ipotesi cara al comune di Ascoli e ad Ascoli Servizi ovviamente, ma che è inaccettabile perché, come ribadito innumerevoli volte, significa gravare ancora su territori che subiscono da 40 anni le conseguenze dannose della discarica ascolana.

Essendo i rifiuti, prodotti da tutti i comuni, componenti dell’Ata, questi non devono e non possono continuare a gravare sugli stessi territori di sempre, come la Valle del Bretta e Relluce. È impensabile che ciò possa continuare all’infinito.

Oltretutto nello sbandierato “No” ai megaimpianti il sindaco Fioravanti dimentica il biodigestore a Relluce, anche quello sovradimensionato esattamente come vasca 0 di Geta, entrambi sono stati progettati di certo non sulla base del fabbisogno del territorio e richiederanno necessariamente di accogliere i rifiuti di mezza Italia per andare a regime.

Fioravanti non si è espresso in merito alla riduzione delle capacità degli impianti, né ci ha comunicato come e in che misura propone di adeguare gli stessi al fabbisogno dell’ambito territoriale.

Torniamo poi a ribadire che il sovradimensionamento impiantistico non è conforme al principio dell’autosufficienza d’ambito che come previsto nel Prgr e come indicato dalla regione Marche e che gli Ato erano chiamati a perseguire nella pianificazione.

Niente proposte concrete, nessuna risposta ai quesiti posti in assemblea fino a non voler prendere nemmeno in considerazione quanto proposto da 19 comitati dei territori di tutta la provincia ed ai quali se ne sono aggiunti altri per la sottoscrizione di questo comunicato.

È giunta l’ora in cui, a partire da quello di Ascoli Piceno che esprime il maggior numero di voti, i 33 comuni in modo responsabile e per mezzo della Oikos – società pagata con i soldi pubblici – si attivino per individuare nell’ ambito provinciale nuove aree idonee per una discarica di servizio, in grado di poter ricevere i rifiuti indifferenziati che necessariamente dovranno essere sempre più ridotti secondo gli obiettivi imposti dalle norme UE .

Gli slogan sono rimasti tali, tanta autopromozione ma soluzioni zero. Starà a noi continuare a batterci per salvare il territorio dal degrado e la salute nostra e delle future generazioni».

 


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