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Consiglio provinciale: assenti
Angelici, Capriotti e Seghetti

ASCOLI - A rischio il raggiungimento del numero legale, ma questa è l'ultima possibilità prima del commissariamento
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Giovanna Angelici, Luigi Capriotti e Piera Seghetti

 

Oggi, 5 novembre, per le ore 17, è convocato il Consiglio provinciale: l’ultima spiaggia prima del commissariamento, se la seduta – chiamata all’approvazione del bilancio – sarà nulla per il mancato raggiungimento del numero legale.

Non ci saranno i consiglieri di minoranza Giovanna Angelici, Luigi Capriotti e Piera Seghetti: «L’attuale situazione che si è creata è la risultanza della pessima gestione degli ultimi anni».

Ed ancora: «Date le condizioni che si sono venute a creare ultimamente e la mala gestio ripetuta, riteniamo che il commissario prefettizio possa essere l’unico vero garante in questa delicata fase».

Angelici, Seghetti e Capriotti (che per due settimane ha presieduto l’ente a seguito della decadenza di Fabiani, ma gli è poi succeduto Daniele Tonelli), spiegano il motivo della loro decisione:

La necessità di approvare un bilancio di previsione a novembre denota la completa irresponsabilità del partito democratico che, pur conscio dello scenario che si sarebbe venuto a creare dopo le elezioni amministrative, ha protratto l’approvazione oltre ogni deroga, ultima quella di luglio.

Inoltre lo stesso bilancio è stato redatto in circostanze anomale, ricordiamo la revoca del dirigente del servizio, tra l’altro non condivisa.

Noi consiglieri di opposizione non siamo mai stati invitati ai tavoli di lavoro, alle riunioni con i dirigenti scolastici, non siamo mai stati coinvolti in nessuna attività, nonostante lo avessimo esplicitamente richiesto in assise.

Nel rispetto del nostro ruolo istituzionale e dell’impegno morale assunto nei confronti di tutti i cittadini, con la nostra presenza, abbiamo più volte garantito la maggioranza nelle votazioni ed assicurato il proseguimento delle attività dell’Ente.

Abbiamo avuto modo di condividere il nostro pensiero con il prefetto a cui affidiamo il delicato compito di provvedere a ciò che altri non sono riusciti a fare». 


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