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Concessionari di spiaggia,
l’allarme di FdI: «Grandi gruppi
schiacceranno le imprese familiari»

SAN BENEDETTO - La decisione del Consiglio di Stato di riassegnare gli spazi costieri tramite bando a partire dal 2024 preoccupa gli addetti ai lavori. Il coordinatore Cava: «Azioni predatorie sull’economia nazionale, burocrati e tecnocrati impongono scelte dall’alto»
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Si preannuncia un cambiamento epocale per i concessionari di spiaggia italiani, che secondo quanto previsto dalla recente sentenza del Consiglio di Stato a partire dal 2024 dovranno partecipare a un bando per poter continuare a usufruire degli spazi demaniali.

Dopo anni di tira e molla, la direttiva europea Bolkestein è stata formalmente adottata anche dal nostro Paese, con nessuna possibilità di proroga delle attuali concessioni a partire dal 31 dicembre 2023.

Luigi Cava

Una scelta, quella del massimo giudice speciale amministrativo, che di fatto ha gettato nello sconforto migliaia di addetti ai lavori, seminando il panico lungo le coste dello Stivale e provocando al tempo stesso una levata di scudi che ha coinvolto anche i rappresentanti della politica locale.

«È comprensibile – sostiene Luigi Cava, coordinatore della sezione sambenedettese di Fratelli d’Italialo smarrimento di un’intera categoria, come quella dei balneari, che rappresenta uno dei principali motori dell’economia turistica italiana.

Il valore delle concessioni balneari è il frutto di investimenti milionari fatti nel corso di decenni dai titolari, mentre il prevedibile arrivo di grandi gruppi finanziari schiaccerebbe imprese familiari troppo deboli per confrontarsi con questi colossi».

«Senza il riconoscimento della supremazia dell’ordinamento giuridico italiano sulle norme europee – prosegue Cava – come rivendicato da Fratelli d’Italia mediante lo strumento del referendum, le azioni predatorie sulle nostre imprese e sulla nostra economia non cesseranno mai.

Fratelli d’Italia – conclude – sosterrà a tutti i livelli e in ogni sede le legittime rivendicazioni del settore turistico balneare confermando fin dalla prossima settimana iniziative speciali per scongiurare gli incomprensibili quanto assurdi effetti della direttiva Bolkestein, contro la quale i governi nazionali che si sono succeduti negli ultimi anni avrebbero dovuto fare di più e meglio».

Concessioni demaniali, a rischio imprese ed economia del territorio costiero


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