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Sale operatorie, il ritorno alla normalità
Covid tra gli operatori,
attività ridotta da alcuni giorni

ASCOLI - Da domani, mercoledì 17 novembre, il blocco operatorio dell'ospedale "Mazzoni" riprende a funzionare a regime. Il direttore sanitario Giancarlo Viviani: Situazione sotto controllo. I casi del personale positivo al covid hanno solo limitato gli interventi alle emergenze
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L’ingresso principale dell’ospedale “Mazzoni”

 

Domani, mercoledì 17 novembre, il blocco operatorio dell’ospedale “Mazzoni” di Ascoli tornerà alla quasi normalità delle sedute. «La situazione è sotto controllo» dice il direttore sanitario Giancarlo Viviani. Le sale operatorie, dopo la scoperta di almeno cinque casi di covid tra infermieri (3), operatori socio sanitari (1) e medici (1) in realtà non sono state mai chiuse completamente ma hanno dovuto inevitabilmente limitare gli interventi alle emergenze e alle urgenze differibili. Per alcuni giorni sono rimaste in funzione solo due sale operatorie.

Il dottor Giancarlo Viviani

Situazione comunque difficile che non fa dormire sonni tranquilli a nessuno. Sui numeri precisi dei contagiati dal virus tra gli operatori del blocco operatorio, e anche di altri reparti, bisogna  ancora attendere poiché, almeno per alcuni casi, non è noto l’esito del secondo tampone. Potrebbero aumentare ma si spera di no. Purtroppo il virus, in generale, ha ripreso a correre anche se con una velocità che non ha nulla a che fare con l’anno scorso.

Tutti gli operatori sanitari contagiati del “Mazzoni” erano vaccinati. A ben vedere, rispetto alla situazione generale, i casi riscontrati possono considerarsi fisiologici.

I vari reparti del Mazzoni, pur in difficoltà, stanno reggendo bene a fronte, soprattutto, di una storica carenza di medici, dovunque in Italia sia chiaro, soprattutto nella medicina d’urgenza.

Il direttore sanitario Giancarlo Viviani, che ha il polso della situazione e segue ora per ora il livello dei contagi, non nasconde le difficoltà ma, come detto, conferma che la situazione è sotto controllo e che i pazienti non devono allarmarsi.

Questo stato di cose, purtroppo, lascia ancora indietro gli interventi chirurgici di routine. Si stava erodendo la lista di attesa ma i nuovi problemi creati dal virus rischiano di incrementare la lista di attesa.

 


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