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Caos Provincia: «Non una parola
spesa per i dipendenti dell’Ente,
spettatori inerti e senza garanzie»

ASCOLI - A lanciare l'allarme, alla luce di quanto sta accadendo a Palazzo San Filippo, sono Cgil, Cisl e Uil funzione pubblica: «Situazione di stallo, che ha radici lontane. Chiediamo a gran voce una soluzione immediata e definitiva» 
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Palazzo San Filippo, sede centrale della Provincia di Ascoli

 

C’è preoccupazione tra i dipendenti della Provincia di Ascoli, alla luce di quanto sta accedendo tra cambio al vertice e rischio di commissariamento. «Sebbene molti si siano giustamente interrogati sul futuro della Provincia e sulle ripercussioni che il territorio potrebbe dover subire, non una parola è stata spesa per coloro che, in qualità di lavoratori dipendenti, sono costretti a subire gli eventi senza garanzie di alcun tipo». A lanciare l’allarme. i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil funzione pubblica in una nota congiunta.

«Le vicissitudini che la Provincia sta vivendo in questi giorni – si legge nel documento firmato Rossi, Cipollini e Sabatinihanno scatenato varie prese di posizione, che hanno in vari modi messo al centro l’aspetto politico della circostanza creatasi. Le scelte discutibili promosse nel tempo dai politici di turno ci lasciano oggi un Ente sull’orlo del commissariamento.

L’attuale presidente della Provincia Daniele Tonelli

In tutta questa diatriba per l’approvazione del bilancio, con un Consiglio che non riesce neanche a raggiungere il numero legale per la validità della seduta, non un cenno è stato fatto a quei lavoratori che subiscono una situazione di stallo, che ha radici lontane e responsabilità avulse da chi porta avanti, con senso del dovere, la macchina provinciale.

Le condizioni finanziare dell’ente si sono trascinate nel tempo con conseguenze importanti sulla dotazione organica e sulle spese che hanno messo i lavoratori nelle condizioni di dover adempiere alle loro funzioni vedendosi ridurre sempre più gli strumenti necessari per farlo.

L’ex presidente della Provincia Sergio Fabiani

Negli anni abbiamo assistito, come organizzazioni sindacali ad un depauperamento costante delle risorse del salario accessorio sebbene l’impegno dei dipendenti non abbia vissuto lo stesso ridimensionamento. Tuttavia oggi, al di là delle posizioni divergenti, che noi sindacalisti abbiamo assunto in sede di ripartizione delle risorse, ciò che è messo in discussione non è più la destinazione di queste risorse, ma il loro stesso finanziamento.
Non possiamo quindi – continua la nota sindacale – che manifestare il nostro dissenso per la gestione di una partita che, se anche dovesse portare venerdì all’approvazione del bilancio, come dichiarato a seguito dell’incontro con il prefetto di mercoledì scorso, potrebbe comunque concludersi con le dimissioni del Consiglio e il commissariamento dell’Ente.

Gli esiti di questa vicenda ad oggi non li conosciamo, certo è però che i lavoratori della Provincia, sino ad oggi spettatori inerti con nessuna possibilità di intervento, saranno i primi a dover subire le conseguenze delle scelte politiche che a vario titolo verranno prese.
Noi, come rappresentanti dei lavoratori, ci facciamo portavoce delle loro preoccupazioni e chiediamo a gran voce una soluzione immediata e definitiva di tutta questa problematica per il bene del territorio, della collettività e dei lavoratori stessi».

 

 


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