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Tentato omicidio per la figlia incinta:
«Quell’uomo ha negato di essere il padre,
non lo volevo uccidere ma chiarirmi»

L'UOMO di 49 anni ha dato al giudice la sua versione al Tribunale di Macerata su quanto accaduto martedì a Corridonia. Il gip ha disposto la custodia in carcere. Sull'ascia ha detto che gli serviva per lavoro
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di Gianluca Ginella

 

«Non volevo uccidere, mi sono incontrato con lui perché ci dovevamo chiarire. L’ascia? È uno degli strumenti che mi servono per lavorare».

Così al gip il 49enne arrestato martedì a Corridonia (Macerata) per tentato omicidio. Per l’uomo questa mattina, giovedì 18 novembre, al Tribunale di Macerata si è svolta la convalida dell’arresto e il giudice Claudio Bonifazi ha disposto la conferma della custodia in carcere.

L’uomo durante l’udienza, assistito dall’avvocato Giorgio Marchetti, ha negato tutto quanto gli viene contestato.

Per la Procura, martedì si sarebbe presentato all’azienda dove lavora un albanese, che sarebbe il padre del figlio di cui è incinta la figlia del 49enne, una ragazza di 19 anni. Con sé l’uomo aveva portato un’ascia, che è stata trovata nella sua auto e che aveva comprato poco prima, secondo la ricostruzione dei Carabinieri (intervenuti su richiesta della titolare della ditta dove lavora l’albanese). Sempre per la Procura, Baku avrebbe avuto l’intenzione di uccidere l’albanese.

Cosa che oggi il 49enne ha negato con forza, dicendo che martedì era andato all’azienda, che si trova a Corridonia, in via Lotto, per «chiarire questa cosa, ma non lo volevo uccidere, lui mi aveva detto di non essere il padre del bambino e allora avevamo concordato di incontrarci per chiarire questa cosa».

Nel corso dell’udienza è stato anche chiesto al 49enne perché avesse portato un’ascia e su questo ha spiegato che gli serve per il lavoro che fa, ha detto di essere un escavatorista.

La Procura ha chiesto la conferma della custodia cautelare in carcere e il giudice Bonifazi ha concordato. Baku rimane nel carcere di Montacuto, ad Ancona.

 


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