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Violenza sulle donne:
«Ancora tanto da fare
ed è forte l’esigenza di parlarne»

ASCOLI - Sono le parole dell'avvocato Vincenza Rando, alla presentazione del concorso letterario “Che Rosa Resti Rosa”, organizzato, tra gli altri dalla Diocesi. Il 25 novembre, giornata nazionale di sensibilizzazione sul tema, la premiazione 
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Maurizio Piccioni e don Giampiero Cinelli

di Stefania Mistichelli

La violenza sulle donne è il tema cui è stato dedicato il concorso letterario “Che Rosa Resti Rosa”, organizzato dall’associazione di volontariato Intermedia insieme alla Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli e alla Diocesi di Ascoli, in collaborazione con radio Ascoli In Blu e La Vita Picena (diretto da don Giampiero Cinelli) e con il patrocinio del Comune di Ascoli.

«Un tema sul quale non possiamo abbassare la guardia – ha spiegato Maurizio Piccioni, presidente di Intermedia – e che ha sollecitato nei partecipanti racconti molto forti. Un anno fa abbiamo deciso di organizzare questo concorso. La premiazione il prossimo giovedì 25 novembre, giornata mondiale contro la violenza sulle donne».

La giuria che ha analizzato i racconti pervenuti – 167 di cui 9 della categoria A, dedicata ai minorenni e 158 della categoria B (maggiorenni) – presieduta da Vincenza Rando, avvocato, vicepresidente nazionale di “Libera associazione nomi e numeri”, era composta anche dall’assessore alla cultura di Ascoli e insegnante Donatella Ferretti, dallo psicologo e curatore di diversi premi letterari Vittorio Ricci, dall’etnopsicologa e psicoterapeuta Stefania Scodanibbio e dalla docente Rosa Maria Viola.

«Tanti i racconti pervenuti – ha spiegato Vincenza Rando – che sono il segnale di quanto si senta la necessità di parlare di questo argomento e di quanto dolore si porta dietro. Alcuni racconti sono stati davvero difficili da leggere. Da altri traspariva talmente la vita vissuta da sembrare autobiografici. Noi abbiamo letto i racconti senza conoscerne l’autore, né se fosse uomo o donna, ma in ogni caso il messaggio che quasi tutti hanno lanciato è stato la voglia di denunciare e di farcela».

Lunga e profonda la conoscenza di Vincenza Rando del fenomeno della violenza sulle donne, per averlo incontrato spesso nelle aule di tribunale. «Tanto è stato fatto – racconta – ma tanto c’è ancora da fare. Troppo spesso, infatti, nei tribunali ma anche tra le forze dell’ordine che raccolgono le denunce c’è un uso sbagliato del linguaggio, che costituisce una forma ulteriore di violenza. E troppo spesso la violenza viene considerato un fatto privato, invece che riguardante la comunità. Solo cambiando la prospettiva la donna che denuncia non sarà più lasciata sola, né durante la denuncia, né in tribunale né dopo. E anche il mondo dell’informazione deve rispettare l’etica dell’uso della parola, perché è suo il compito educare le comunità».

La cerimonia di premiazione, cui parteciperanno la giuria e i finalisti, provenienti da tutta l’Italia, si terrà il prossimo giovedì 25 novembre alle 18 presso l’Auditorium Neroni e sarà seguita in diretta da radio Ascoli.

 


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