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Riaperta la farmacia di Arquata,
Mazzoni: «Ora al lavoro per garantire il futuro
a un servizio importante per la zona»

IL DIRETTORE del Dipartimento Farmaceutico dell'Area Vasta 5: «Il territorio, con tutte le sue frazioni e tanti residenti anziani non può rimanere sprovvisto». Le precisazioni del legale del farmacista, sospeso dall'Ordine perché non vaccinato. Le attestazioni di solidarietà sulla pagina facebook "Arquata e le altre"
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Nel riquadro, il dottor Isidoro Mazzoni

 

di Maria Nerina Galiè

 

Nessun provvedimento dei Nas e nessuna segnalazione all’Area Vasta 5 per il farmacista di Arquata, non vaccinato e quindi sospeso dall’Ordine professionale, e che la scorsa settimana ha chiuso l’attività, in un container da cinque anni pur di garantire il servizio alla comunità pesantemente toccata dalle conseguenze del sisma.

L’attività è stata riaperta, lunedì scorso 6 dicembre, e la distribuzione dei farmaci è affidata ad un giovane farmacista, vaccinato ed iscritto all’Ordine, come prevede la norma.

«In questa fase è ciò che maggiormente ci interessa. e cioè che Arquata abbia la sua farmacia». Torna a parlare il dottor Isidoro Mazzoni, direttore del Dipartimento Farmaceutico dell’Area Vasta 5.

«Ma stiamo ancora lavorando per capire cosa sia accaduto. Del perché non siamo stati informati della  sospensione seppure temporanea, che dobbiamo pure appurare e non solo sentirne parlare.

Il nostro impegno è volto ad assicurare un futuro ad un servizio così importante soprattutto per il territorio di Arquata, con tutte le sue frazioni e con tanti residenti anziani».

Il dottor Mazzoni – dopo aver appreso la notizia che aveva destato un grande clamore mediatico – aveva precisato a Cronache Picene: «La chiusura di una farmacia è riconducibile all’interruzione di pubblico servizio. Noi dovevamo esserne informati per poter prendere, eventualmente, provvedimenti. E comunque la chiusura non è stata disposta dai Nas».

Quest’ultima affermazione del direttore del Dipartimento Farmaceutico dell’Area Vasta 5 è stata confermata anche dal legale del farmacista: «Nessun provvedimento dei Nas. La momentanea chiusura – spiega poi l’avvocato – é dovuta a ragioni di natura strettamente personale, prontamente comunicate all’utenza

Va precisato – aggiunge nel post – che trattasi di struttura emergenziale (container) post terremoto e che la stessa é ubicata nel luogo simbolo degli eventi sismici marchigiani. É inoltre nostra intenzione chiedere le dovute spiegazioni anche alla trasmissione andata in onda su La 7 (dalla quale è nato “il caso”, ndr). É ora di riportare le cose alla loro giusta dimensione».

Nel frattempo, sui social, sono arrivate tante attestazioni di stima e solidarietà per il farmacista, attraverso il post della pagina “Arquata e le altre”: «Riapre la farmacia a Trisungo, l’unica del comune di Arquata, importantissima per chi è rimasto malgrado tutto.
Per ora riapre senza il dottor Loris Palmarocchi, che vorremmo tanto rivedere al suo posto. Speriamo si creino le condizioni per cui ciò accada».


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