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Unione dei Sibillini, Comunanza fuori
dal primo gennaio: nessun passo
indietro da parte di Cesaroni

MONTAGNA - Il sindaco ribadisce la decisione, sancita dalla delibera di giugno ed ormai prossima a diventare ufficiale: «Anche sui Pnrr, nessuna iniziativa volta a captare queste risorse. Ognuno va per conto suo». Molto probabile la richiesta di entrare nell'Unione montana del Tronto e Valfluvione
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Il sindaco di Comunanza Alvaro Cesaroni

di Maria Nerina Galiè

Comunanza fuori dall’Unione Montana dei Sibillini: l’uscita, annunciata a giugno dal sindaco Alvaro Cesaroni e sancita da apposita delibera del Consiglio comunale, diventerà ufficiale dal primo gennaio prossimo.

Nessun passo indietro da parte del primo cittadino, ma nemmeno uno in avanti dall’Unione, presieduta dal sindaco di Santa Vittoria Fabrizio Vergari e che raggruppa 6 comuni del Fermano (Amandola, Montefalcone Appennino, Montefortino, Montelparo, Santa Vittoria e Smerillo) e 5 del Piceno (Comunanza, Force, Montedinove,  Montemonaco, Rotella). Senza Comunanza, i rappresentanti dell’entroterra ascolano restano 4, con un numero ridottissimo di abitanti e vicini al Comune uscente, anche per affinità politica tra i primi cittadini.

Tra gli scenari che potrebbero aprirsi, la concreta possibilità che Comunanza entri nell’Unione montana del Tronto e Valfluvione, Giuseppe Amici sindaco di Palmiano ne è il presidente.

Il Comune di Comunanza dovrebbe fare richiesta ufficiale ed attendere una risposta: ma in molti sono pronti ad affermare che sarà un “Sì”, anche in ragione della modifica allo Statuto dell’Unione presieduta da Amici, volta a permettere ad altri enti di entrare.

Non si sbilancia il sindaco Cesaroni su questo punto, ma ribadisce un concetto in lui radicato: «Io sono per la fusione dei Comuni e a favore di tutti gli organismi che possano unire i cittadini e nei quali essi si possano identificare. Siamo più che disponibili a forme di aggregazioni o alleanze tra enti locali, che possano portare maggiori servizi alla popolazione e favorire la tenuta del territorio». 

Un territorio sempre più “anziano”, anagraficamente parlando, ed a rischio spopolamento se non si creano attrattive.

Sul delicato tema, del rischio di soppressione della guarda medica a Comunanza, a causa della mancanza di medici della continuità assistenziale, è stata chiara la posizione dei sindaci di Force Amedeo Lupi, Montedinove Antonio Del Duca, Montemonaco Francesca Grilli e Rotella con Giovanni Borraccini entrato anche nel Consiglio provinciale di Ascoli: erano accanto a Cesaroni – di persona o attraverso incaricati – alla riunione organizzata a Comunanza dal locale circolo del Partito Democratico.  

«Non intendiamo rinunciare al servizio di guardia medica – sono ancora le parole del sindaco di Comunanza -. E’ inaccettabile sentir parlare di rafforzare i presidi medici su alcuni territori e, nello stesso tempo, toglierli a noi delle aree interne».

Sull’argomento era intervenuto l’assessore regionale Guido Castelli che, a seguito delle dichiarazioni degli esponenti dem a Comunanza, aveva assicurato che invece è nelle intenzioni della Regione Marche potenziare i servizi sanitari nelle zone comprese nel cratere.

«Vedremo a gennaio che cosa succederà», sottolinea Cesaroni.

Molta fiducia si ripone nei Piani nazionali di ripresa e resilienza, dopo il Covid. Anche per captare i fondi, però, il primo cittadino di Comunanza ritiene che i singoli Comuni dell’entroterra, da soli, non abbiano abbastanza voce.

«Nessuna iniziativa – rimarca il primo cittadino di Comunanza – da parte dell’Unione dei Sibillini, per un programma univoco verso queste risorse. Ognuno va per conto suo».

 

 


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