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Vaccini bluff: con l’infermiere arrestate altre 4 persone che facevano da intermediarie

LE CARTE dell'indagine che hanno portato agli arresti dell'infermiere (in carcare) e di quelli che la Procura definisce "procacciatori" (ai domiciliari). Secondo l'accusa avevano messo in piedi un sistema per far arrivare al Centro vaccinale di Ancona persone che pagavano per essere sottoposti a una finta iniezione, ottenendo in cambio un green pass. Tra gli altri indagati 12 sono dell'Anconetano, 1 del Fermano; gli altri di Emilia Romagna, Puglia, Lombardia, Veneto, Abruzzo e Piemonte
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L’arresto dell’infermiere

 

di Federica Serfilippi

 

Una serie di intermediari, almeno quattro, e un infermiere capace in una sola giornata di attestare 18 false vaccinazioni per l’ottenimento del green pass. Una “catena” che avrebbe garantito un profitto complessivo, per quanto accertato dalla Squadra Mobile della Questura di Ancona, del valore di 18.000 euro in poco meno di un mese. Il costo per l’inoculazione fasulla? Poteva andare da un minimo di 300 a un massimo di 450 euro.

A pagare per ottenere il green pass sarebbero state 60 persone non solo della province di Ancona e Macerata, ma anche provenienti da fuori regione. Falsi vaccini, secondo la Procura di Ancona, sarebbero stati inoculati anche a cinque minori. 

Una dose di vaccino mentre viene gettata

Sono i retroscena della maxi inchiesta  che questa mattina ha portato all’emissione di ben 50 misure cautelari per i reati, a vario titolo, di corruzione, peculato e falso.

L’infermiere arrestato si trova al carcere di Montacuto con l’accusa di aver inoculato falsi vaccini al Centro “Paolinelli” di Ancona ed aver ricevuto soldi per la simulazione. E’ difeso dall’avvocato Marta Balestra.

Ai domiciliari quattro presunti intermediari dell’operatore sanitario: un civitanovese di 45 anni, un avvocato anconetano di 51 anni, un altro anconetano di 50 anni e una rumena di 41 anni.

A tutti loro, tranne che per l’avvocato, la Procura ha disposto un sequestrato preventivo e complessivo del valore di 18.000 euro, somma riconducile al profitto derivato dalle finte inoculazioni. A difenderli, gli avvocati Gabriele Cofanelli, Andrea Battilà, Riccardo Leonardi, Eleonora Tagliabue.

Il carcere di Montacuto

Altri 45 indagati, coloro che avrebbero pagato per la falsa dose, sono stati raggiunti dall’obbligo di dimora o di presentazione alla Polizia giudiziaria: 19 sono del Maceratese, 12 dell’Anconetano, 1 del Fermano; gli altri da Emilia Romagna, Puglia, Lombardia, Veneto, Abruzzo, e Piemonte.

Almeno undici persone per cui sarebbe stata simulata l’identificazione non sono state ancora identificate. Stando agli accertamenti, partiti a dicembre dopo la denuncia di un medico dell’hub vaccinale che aveva notato comportamenti sospetti nell’infermiere, le persone da (non vaccinare) arrivavano al centro della Baraccola a gruppi e, ovviamente, senza prenotazione.

Ad accompagnarle, in molti casi, sarebbero stati gli intermediari. Venivano poi “intercettate” dall’infermiere e si sottoponevano alla finta vaccinazione. Finta vaccinazione perché le telecamere del sistema di videosorveglianza e gli accertamenti della Polizia hanno dimostrato come la dose venisse gettate nel cestino dei rifiuti in alcuni casi o in altri.

Tra le persone che hanno ottenuto il green pass senza l’effettiva vaccinazione anche dei minori: in questi casi è stato indagato uno dei due genitori.

In una conversazione telefonica, si sente l’infermiere dire: «Tutto si poteva pensare tranne che in un anno compravo casa».

Il ministro Lamorgese

Per la Procura, tutti gli intermediari, che nell’ordinanza vengono definiti “procacciatori” avrebbero ottenuto soldi dall’attività intrapresa insieme all’infermiere.

Del quale, il gip Lucchetti sull’ordinanza scrive: “Ha tradito i doveri della propria professione sanitaria, oltre che la fiducia in lui riposta dalle istituzioni sanitarie che gli hanno affidato il compito di partecipare, da protagonista, alla campagna vaccinale, ha sottoscritto decine e decine di certificati falsi, ha gettato altrettante dosi di vaccino senza inocularle, ha lucrato su ignoranza, superstizioni, paure e ideologie, facendosi pagare il prezzo della propria corruzione, mostrando determinatezza nella propria scelta criminale ed elevatissima intensità di dolo».

Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese: «Complimenti alla Polizia di Stato per l’operazione coordinata dalla Procura della Repubblica di Ancona, contro un gruppo criminale dedito al rilascio di falsi green pass. Si tratta di una articolata e complessa azione investigativa svolta nell’ambito della più ampia attività di controllo sul rispetto delle misure adottate per la tutela della salute pubblica al fine di garantirne la piena e corretta applicazione».

 

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