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Bolkenstein, incontro in Regione
L’assessore Guido Castelli:
«Difendiamo centinaia di marchigiani»

SPIAGGE - Presenti le associazioni di categoria Confesercenti, Cna, Confcommercio, Federbalneari, Itb Italia che ritengono di aver ricevuto una vera e propria umiliazione
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«Difendiamo le centinaia di marchigiani titolari di concessioni balneari che rischiano la propria attività. Ma contestualmente anche i diritti di Parlamento e Istituzioni, il cui ruolo sembra essere stato esautorato. Sosterremo insieme l’iniziativa di quanti hanno sollevato davanti alla Corte Costituzionale il conflitto di attribuzione contro la sentenza del Consiglio di Stato riguardante le concessioni demaniali marittime, prorogate fino al 2023 sulla base di un provvedimento per molti versi discutibile».

La spiaggia di San Benedetto

Lo ha detto l’assessore regionale al Bilancio e al Patrimonio, Guido Castelli, al termine dell’incontro, che si è tenuto ad Ancona, “Bolkenstein – Mareggiata sulle Concessioni”, nel corso del quale la Regione ha incontrato le associazioni di categoria di settore. Presenti anche rappresentanti dei concessionari di spiaggia del Piceno.

«Abbiamo immediatamente risposto a Confesercenti, Cna, Confcommercio, Federbalneari, Itb Italia che avevano chiesto un atto di coraggio a difesa di quella che viene ritenuta una vera e propria umiliazione per un intero settore che sicuramente non merita questo trattamento – ha proseguito Castelli – abbiamo ribadito che la Regione Marche a cominciare dal presidente Acquaroli sono convintamente schierate in favore dei concessionari, che diversamente da quanto accade in Spagna e Portogallo, stanno rischiando le rispettive aziende per effetto della direttiva. La Regione Marche si è quindi impegnata a raccogliere materiale e indicazioni provenienti dalle associazioni, per verificare se vi sono delle iniziative e atti di competenza regionale da poter assumere a tutela delle concessioni balneari. Siamo di fronte ad una vertenza di natura europea – la conclusione –  e la Regione chiede che lo Stato si batta in questa sede perché la direttiva non si applichi nei casi di specie come le superfici marittime e gli stabilimenti».


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