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Alberi tagliati in via Roma, è polemica in paese

CASTEL DI LAMA - La scelta dell’Amministrazione di abbattere nove tigli fa discutere la comunità lamense. Indagini in corso da parte dei Carabinieri forestali sull’età delle piante e sull’iter seguito dal Comune, con il rischio di una sanzione amministrativa
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di Federico Ameli

 

Da qualche giorno a questa parte a Castel di Lama non si parla d’altro. La decisione dell’Amministrazione comunale di tagliare nove tigli che da oltre mezzo secolo caratterizzavano il paesaggio di via Roma offrendo una boccata d’aria pulita e un po’ di meritata ombra nelle giornate più afose ha suscitato un certo scalpore in paese, dando vita a un dibattito che, tra sostenitori dell’iniziativa e voci decisamente contrarie, sta animando la parte alta del paese e non solo.

Tre dei nove tigli tagliati in via Roma

A far propendere il sindaco Mauro Bochicchio per una scelta tanto drastica sono state le condizioni di uno dei due marciapiedi del viale lamense, realizzato in tempi più recenti rispetto alla piantumazione e messo a dura dalla presenza dei tigli in questione, che con il passare degli anni hanno rivendicato il proprio spazio vitale finendo per danneggiare la pavimentazione.

Alberi un po’ invadenti, forse, ma del tutto sani a cui l’Amministrazione ha scelto di rinunciare nell’ottica di una maggiore tutela della sicurezza dei pedoni, consentendo loro di passeggiare in tranquillità senza essere costretti ad attraversare la strada per evitare spiacevoli incidenti.

«Amministrare talvolta ti pone davanti a scelte dolorose – scrive il sindaco Bochicchio sulla sua pagina Facebook in risposta ai suo detrattori -. Tagliare gli alberi di via Roma è una di quelle, in quanto eravamo consapevoli che qualunque scelta avremmo preso ci sarebbero stato un prezzo da pagare.

Mauro Bochicchio

Ogni giorno persone di ogni età sono costrette a camminare in mezzo alla strada per via dell’impraticabilità dei marciapiedi.

Le soluzioni erano due: continuare ad ignorare il problema e rassegnarci a non utilizzare i marciapiedi – ma allora che li abbiamo realizzati a fare? – o tagliare dolorosamente gli alberi per garantire la sicurezza dei pedoni e delle auto che, per evitarli, devono allargarsi pericolosamente verso il senso opposto di marcia».

Un bel dilemma per l’Amministrazione comunale, che al bivio tra la sicurezza dei residenti e il rispetto della natura ha imboccato la via della prima opzione.

«Abbiamo scelto di privilegiare i pedoni e la sicurezza – prosegue il sindaco -. D’altronde, piantare degli alberi sul ciglio della strada oggi non sarebbe neanche consentito. Naturalmente, nessuno tra chi si lamenta fornisce alcuna soluzione al problema se non quella di invitare i pedoni a cambiare marciapiede ed attraversare la strada».

Tuttavia, neppure la promessa di nuove piantumazioni in altre aree del paesecome peraltro già avvenuto esattamente un anno fa in via della Libertà, che per ironia della sorte da allora ospita proprio dei tigli – è bastata per placare le polemiche tra i residenti, con l’ex vicesindaco Gianluca Re a farsi portavoce dei malumori di parte della cittadinanza.

Gianluca Re

«Se penso che quegli alberi, piantati dai nostri nonni, dai nostri zii, dai nostri antenati, da persone che hanno fatto enormi sacrifici per difendere il paese e la sua storia, sono stati massacrati provo solo rabbia – scrive Re sul suo profilo Facebook -. Gente senza alcuna coscienza, né amministrativa né tantomeno civica, che abbatte nove piante sane con motivazioni risibili e grottesche, come quella della difficoltà per i pedoni, guarda caso però nell’unico tratto della via dove ci sono i marciapiedi su entrambi i lati della strada. Seguendo questa logica, tra poco in tutta Castel di Lama avremo il deserto».

Nel frattempo che i lamensi discutono, proseguono senza sosta le indagini dei Carabinieri Forestali di Ascoli, giunti sul posto lo scorso martedì 15 febbraio per un sopralluogo che non è bastato per chiarire tutti i dubbi sulla regolarità delle operazioni condotte dal Comune.

I tigli abbattuti in via Roma

In base a quanto stabilito dalla legge, infatti, gli alberi di oltre 70 anni sono considerati beni culturali e protetti per l’importanza dal punto di vista paesaggistico. Nel caso in questione, dopo aver interpellato alcune memorie storiche del paese nel tentativo di ricostruire la data di piantumazione e aver stimato in 62 o 63 anni l’età dei tigli in questione, le forze dell’ordine hanno presentato agli uffici comunali una formale richiesta di accesso agli atti relativi alle operazioni legate al taglio delle piante.

Le verifiche sono ancora in corso: qualora il Comune si sia attenuto alle procedure previste dalla normativa vigente al sindaco Bochicchio e alla sua giunta non potrà essere contestato alcunché, ma se così non fosse scatterebbe una sanzione amministrativa che si preannuncia piuttosto salata.

 

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