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Trivellazioni nell’Adriatico, i 5 Stelle attaccano Canducci

SAN BENEDETTO - I pentastellati locali rivendicano l’impegno messo in campo negli anni per la tutela della costa, manifestando perplessità per le recenti dichiarazioni del rappresentante dei Verdi. «Dimentica cos’è successo quando era assessore»
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A qualche anno di distanza dall’ultima volta, in Riviera si torna a parlare di trivelle ed estrazione di gas e petrolio. In questo senso, dopo lo sblocco alle concessioni concesso con l’approvazione del Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee (Pitesai) da parte del ministro Roberto Cingolani e dell’intero Consiglio, la presa di posizione dell’ex assessore all’Ambiente Paolo Canducci ha suscitato la reazione dei 5 Stelle sambenedettesi, che rispolverando vecchie questioni relative allo sfruttamento delle nostre coste rivendicano il lavoro svolto per la tutela del mare tirando direttamente in ballo il rappresentante dei Verdi.

«Tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016 – ricordano i pentastellati sambenedettesi –  quando era ancora un assessore della giunta Gaspari, Canducci ha preso parte a una riunione dell’associazione pescatori su invito dell’allora consigliere regionale Peppino Giorgini, che in quell’occasione ha messo tutti al corrente del fatto che fossero in itinere alcune richieste per permessi di ricerca – oltre alle istanze di prospezione della Spectrum Geo – che avrebbero potuto interessare il nostro mare e in parte la Fossa di Pomo.

Peppino Giorgini

Si parlò anche di una richiesta dell’Eni per la proroga della concessione di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi rilasciata circa 50 anni prima, in scadenza nel 2018 e senza la quale sarebbe svanita la possibilità di perforare nuovi pozzi.

Di conseguenza, su iniziativa di Giorgini, un sabato mattina del febbraio 2016 quest’ultimo e l’assessore Canducci si recarono da un avvocato per affrontare la situazione e valutare come impugnare l’atto di proroga, che per una serie di motivazioni concrete si riteneva non potesse essere rilasciato».

Una vicenda di qualche anno fa nell’ambito della quale i pentastellati rivieraschi rivendicano un ruolo chiave, invitando il consigliere Canducci a prendersi altrettanta cura degli interessi dei cittadini sambenedettesi.

Paolo Canducci

«Forse – proseguono – l’ex assessore dimentica che ad oggi, nonostante il parere favorevole espresso dalla sua giunta di allora e in barba alle macroscopiche sciocchezze avallate durante il procedimento, se ancora non si è proceduto alla realizzazione dello stoccaggio di gas nel sottosuolo di San Benedetto è perché è pendente il ricorso presentato, pagato e redatto dal Movimento 5 Stelle al Tar Lazio.

Consigliamo pertanto al consigliere Canducci di lasciar stare il Movimento 5 Stelle e di mettersi a lavorare concretamente per il futuro della nostra città: magari dai banchi dell’opposizione gli riesce meglio».

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