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Pace e libertà devono ancora camminare di pari passo, nel ricordo degli eccidi di Acquasanta e Rotella

GLI ANNIVERSARI degli eventi che hanno insanguinato il Piceno l'11 e 12 marzo 1944, ricordati dalle Istituzioni provinciali e comunali, a Pozza e Umito ed a Castel di Croce. Borraccini: «Il dolore  ci insegna a non cadere di nuovo negli stessi errori». Stangoni: «Riflettere sugli orrori per cercare sempre la via della pace»
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Marzo 1944, due eccidi nel Piceno, a Pozza e Umito di Acquasanta, il giorno 11, ed a Monsampietro di Venarotta, il 12 dopo l’attacco a Castel di Croce di Rotella, iniziato il 9. Ricordati anche quest’anno, nei giorni degli anniversari, dalle Istituzioni locali.

La cerimonia a Pozza di Acquasanta

Vittime di guerra, persone che si sono battute per la libertà a prezzo della vita: sembrava tutto appartenere ad un passato, glorioso anche se vicino nel tempo, destinato a restare come esempio per le nuove generazioni. Sono queste le più attonite, adesso che un sanguinoso conflitto di sta consumando alle porte dell’Europa. I ragazzi a scuola studiano l’insensatezza della guerra e l’eroicità di chi ha difeso valori, più che mai validi. Hanno ascoltato i racconti dei nonni, convinti che mai si poteva ricadere nel tranello del conflitto armato. Sono loro, in questi giorni, a restare colpiti dalle immagini che arrivano dall’Ucraina.

Ed è proprio per loro che val la pena ricordare quanto accaduto in Italia e nel Piceno nel 1944, per tenere viva la memoria, qualora si sia sbiadita alla luce del benessere e della tranquillità.

Per non deludere i ragazzi e permettere loro di credere ancora che pace e libertà possono camminare di pari passo.

 

Il cimitero partigiano di Pozza

Due cerimonie, ad Acquasanta e Rotella.

Davanti al cimitero partigiano di Pozza, dove il sindaco Sante Stangoni, l’11 marzo, affiancato dai rappresentati della Provincia di Ascoli, dal sindaco di Arquata Michele Franchi e dall’assessore comunale di Ascoli Maria Luisa Volponi, ha ricordato le vittime dell’eccidio.

«Celebrare questo ricordo oggi ci invita con ancora più forza a riflettere sugli orrori della guerra, a non dimenticare coloro che hanno dato la propria vita per la nostra libertà ed a cercare sempre la via della pace», le parole del primo cittadino di Acquasanta.

La cerimonia a Castel di Croce di Rotella

A Castel di Croce di Rotella, il 12 marzo, il sindaco Giovanni Borraccini in fascia azzurra, poiché in veste di vice presidente dell’Amministrazione provinciale, è stato affiancato dai primi cittadini di Montedinove, Antonio Del Duca, di Venarotta, Fabio Salvi, di Force Amedeo Lupi e da un rappresentante del Comune di San Benedetto.

«Il dolore resta vivo in chi è rimasto e ci insegna a non cadere di nuovo negli stessi errori», ha sottolineato Borraccini.

 

Ad entrambe le manifestazioni, presenti anche l’Anpi e la consigliera regionale Anna Casini: «Oggi che la guerra è alle porte dell’Europa ci rendiamo conto di come la nostra idea di Pace sia relativamente giovane ed estremamente fragile».

m.n.g.

La lapide di Castel di Croce


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