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Rocca di Montevarmine, sinergia tra Carassai e Fermo per rilanciare il tesoro abbandonato

PROGETTO da 1,6 milioni per il suggestivo sito (700 ettari con castello inaccessibile dopo il sisma, Chiesa Sant’Angelo in Piano e casolari) abbandonato da anni. Il sindaco carassanese Michetti: «Un patrimonio di estrema importanza storica, grande sinergia con il collega Calcinaro. In settimana parte una importante opera di pulizia della vegetazione»
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di Luca Capponi 

 

Rivitalizzare una zona abbandonata da decenni, un tesoro molto caro al territorio, in special modo quello della Valdaso, al confine tra le province di Ascoli e Fermo. Ma soprattutto uno scrigno di potenzialità, anche a livello turistico.

Un’immagine della Rocca risalente a qualche anno fa

Va inquadrata in tal senso la partecipazione del Comune di Carassai all’avviso pubblico per la Rigenerazione culturale e sociale dei piccoli borghi storici promosso dal Ministero della Cultura nell’ambito del PNRR, partecipazione che si concretizza in un intervento da 1.600.000 euro per il Castello di Rocca di Montevarmine.

Il sito, incluso castello, Chiesa Sant’Angelo in Piano e casolari, è di proprietà del Comune di Fermo, ma insiste sul territorio di Carassai ed è molto amato dagli abitanti. Per questo (e non solo) merita attenzione ed una possibilità di rilancio.  In particolare, la costruzione risulta inaccessibile ormai dal 2016, a causa dei danni riportati dalla torre dopo il terremoto.

«Un patrimonio di estrema importanza storica, con beni architettonici di varie epoche ad essa collegati che risultano in stato di completo abbandono e decadimento -conferma il sindaco di Carassai Gianfilippo Michetti-. Per questo abbiamo voluto fortemente focalizzarci sull’area di Montevarmine. Sin dal mese di dicembre, quando sono usciti i bandi sui borghi, è emersa da parte nostra l’unanime volontà di candidare il castello, ed insieme al Comune di Fermo abbiamo concordato la strategia per poter finalizzare la candidatura».

Il sindaco Michetti

«La sinergia e lo spirito di collaborazione emersi con il sindaco Paolo Calcinaro e l’assessore Ingrid Luciani hanno consentito di mettere in atto in poco tempo una convergenza operativa fra gli Uffici Tecnici dei due Comuni, che ringrazio vivamente, permettendo di realizzare la proposta progettuale -prosegue-. Gli interventi materiali ed immateriali, funzionali all’accoglimento della domanda, sono stati approvati insieme all’intera proposta progettuale che prevede in caso di aggiudicazione del bando, fra le altre cose, la disponibilità a favore del Comune di Carassai dei beni oggetto dell’intervento per 15 anni».

«Il forte impulso ed interesse che negli ultimi tempi si è determinato a favore della realtà di Rocca Montevarmine da parte di stakeholders, imprese ed associazioni, ci fanno credere che, a prescindere dall’esito del bando, il castello e l’intera area possano finalmente rinascere ed essere attrattori di un turismo esperienziale e culturale sostenibile -aggiunge Michetti-. Testimonianza di questo è proprio il fatto che in questa settimana il Comune di Fermo ha iniziato una importante opera di pulizia della vegetazione delle aree adiacenti alla Chiesa di Sant’Angelo in Piano, in Valdaso, che si concluderà nell’area esterna al castello».

«Il territorio di insediamento del progetto di rigenerazione culturale e sociale è quello di Rocca Montevarmine e, in un contesto più ampio, di Carassai e dei comuni della Valle Dell’Aso e della Val Menocchia -conclude il primo cittadino carassanese-. Il comprensorio di Rocca Montevarmine, che si estende su una superficie di circa 700 ettari, in gran parte a destinazione agricola, vede la presenza dell’omonimo castello, la cui prima edificazione risale all’XI secolo, della chiesa romanica di Sant’Angelo in Piano, del mulino, del cimitero quattrocentesco e dei 36 casolari rurali che rappresentavano, secondo la tradizione farfense, le abitazioni delle varie famiglie che governavano e coltivavano il territorio».

 

 

 

 


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