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Ma quella fermata dei bus è regolare?

ASCOLI - Il caso di Via Oberdan, nel quartiere di Porta Romana, a ridosso delle antiche mura che scendono dalla Fortezza Pia fino a Porta Gemina. A due passi c’è anche la rotatoria più piccola del mondo
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di Andrea Ferretti

 

“A tutti i fini, sia legali che assicurativi, la carreggiata, proprio per la sua definizione di tratto di scorrimento, non può essere normalmente utilizzata come area di sosta o area di parcheggio e non dovrebbe neppure ospitare, se non in un’area esterna apposita, fermata di mezzi pubblici”. E’ scritto al numero 7 del comma 1 dell’articolo 3 del nuovo codice della strada. E ancora: “in caso di necessità la parte di carreggiata destinata a quest’ultimo uso appare evidenziata da segnaletica orizzontale specifica di colore giallo”. E’ quello che recita la legge. In questo caso si tratta del codice della strada, ma chi non lo rispetta infrange comunque una legge ed è soggetto a provvedimenti sia civili-amministrativi che penali.

 

Come ogni legge o regola che si rispetti, ecco le puntuali eccezioni. Una di queste da diverso tempo si è materializzata anche ad Ascoli. E’ sotto l’occhio di tutti e in pochi, quasi nessuno, ci fa caso. Si tratta della fermata del bus urbano di Porta Romana, dove termina Via Oberdan per chi la percorre seguendo il senso (unico) di marcia. Una fermata sul cui cartello, posizionato a 23 centimetri dal muro romano dell’antica cintura issata a difesa della città, ci sarebbe già un bel discutere. Nulla rispetto al vicino modernissimo edificio costruito a una ventina di metri dalla secolare fortificazione dalla Fortezza Pia che scende fino a Porta Gemina per chiudersi sulle sponde del Tronto.

 

Tralasciando storia e architettura, torniamo alla fermata del bus. Che non solo non è regolare, ma è anche pericolosa per chi aspetta, o deve salire, sul bus. Chi attende l’arrivo del pullman spesso si siede su provvidenziali blocchi di travertino che nel corso dei secoli si sono staccati dall’imponente cinta muraria. A dividere il ridotto passaggio pedonale e la corsia di marcia sono stati piantati paletti in ferro uniti da catene. All’altezza della fermata, quattro paletti non sono uniti dalla catena altrimenti chi aspettava il bus, prima di salire sul mezzo, avrebbe dovuto cimentarsi in una sorta di salto in alto, pardon della catena.

 

Ma gli aspetti bizzarri di questo angolo di Ascoli non finiscono qui. Sempre a ridosso delle mura, che stanno lì da oltre duemila anni, c’è una rotatoria che il “Guinness dei primati” sta vagliando se inserirla come “la più piccola del mondo”. Ma sembra che a Nuova Delhi, in India, ce ne sia una ancora più piccola. Da verificare.

 


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