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Marchetti e Latini (Lega): «Emendamento per salvaguardare le scuole dell’entroterra»

SCUOLA - «In eseguito al confronto con gli amministratori locali e con i marchigiani, abbiamo deciso di presentare un emendamento al Decreto Energia per salvaguardare le scuole delle zone dell’entroterra, con particolare attenzione a quelle del cratere»
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Riccardo Marchetti e Giorgia Latini

«In seguito al confronto con gli amministratori locali e con i marchigiani, abbiamo deciso di presentare un emendamento al Decreto Energia per salvaguardare le scuole delle zone dell’entroterra, con particolare attenzione a quelle del cratere».

 

E’ quanto annunciano il commissario della Lega Marche, l’onorevole Riccardo Augusto Marchetti, e l’assessore regionale alla scuola Giorgia Latini, responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega Marche.

 

«Data la centralità e l’urgenza del tema, abbiamo invitato tutte le forze politiche ad aderire alla nostra iniziativa sottoscrivendo l’emendamento. La Lega è in prima linea nella battaglia per un dimensionamento scolastico che tenga conto delle esigenze dei territori ed eviti l’accorpamento indiscriminato, le pluriclassi, la perdita di autonomia dei plessi scolastici, la carenza di organico – spiegano Marchetti e Latini – tutti fattori determinanti per lo spopolamento di borghi e piccoli comuni, indispensabili presidi del territorio.

 

Si tratta di una condizione che rischia di vanificare la strategia di rilancio che si sta mettendo in campo anche con il Pnrr – aggiungono i leghisti – si investono risorse contro l’esodo, ma si fanno venire meno le condizioni per i servizi scolastici, che sono tra le principali motivazioni ad incidere sulla scelta di residenza delle famiglie.

 

Il nostro invito è di condurre tutti insieme la battaglia al fianco di sindaci e famiglie – concludono – auspichiamo pertanto che tutti i partiti decidano di sottoscrivere il nostro emendamento, che consentirà il superamento di questa condizione di stallo che determina un preoccupante e progressivo svuotamento del cuore stesso della nostra Italia».


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