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Terremoto sulla farmacia “San Marco”: per il Consiglio di Stato l’incompatibilità c’è

ASCOLI - I giudici in Adunanza plenaria confermano la sentenza del Tar, che aveva annullato la vendita della Comunale 1, da parte del Comune, e l'autorizzazione all'esercizio dell'attività da parte dell'Asur, all'omonima società, facente capo al 100% alla Casa di Cura "Villa San Marco". Ecco ora le strade possibili
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di Maria Nerina Galiè

 

Terremoto sulla farmacia “San Marco” di Ascoli (ex Comunale 1): i giudici del Consiglio di Stato, in Adunanza plenaria, hanno confermato l’incompatibilità  “tra l’esercizio delle farmacia e le altre professioni o arti sanitarie”, confermando la sentenza del Tar del 2021.

 

Si pone fine così alla battaglia legale ingaggiata dall’Ordine dei farmacisti di Ascoli-Fermo e da Federfarma di Ascoli che avevano sollevato dubbi circa la regolarità della vendita, e la successiva concessione dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività, della farmacia ex Comunale 1 (Via Salaria Inferiore) alla società “San Marco srl”,  facente capo al 100% alla Casa di Cura “Villa San Marco”.

 

Ad appellarsi all’alto organo giudiziario,  la stessa “San Marco srl” con l’intento di ribaltare quanto stabilito, nel 2021, dal Tribunale amministrativo regionale, che aveva accolto il ricorso di Federfarma e Ordine dei Farmacisti (prima separatamente, poi insieme).

“Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Adunanza Plenaria), (…) respinge nel suo complesso l’appello e conferma la sentenza di primo grado”.

 

La sede di Brecciarolo, venduta con una procedura d’asta dal Comune di Ascoli nel 2018 era andata, dopo una serie di forti rilanci, alla “San Marco srl” alla cifra finale è stata di 1.220.000 euro a fronte di una base d’asta di 823.429 euro. Subito Federfarma e Ordine dei Farmacisti avevano sollevato il problema dell’incompatibilità e i giudici amministrativi, dando loro ragione, avevano annullato gli atti relativi alla vendita.

 

Così il Tar nel 2021: “La Casa di cura, in quanto socio unico della San Marco, è da intendersi come socio gestore ovvero è coinvolta nella gestione della farmacia. Di conseguenza gli atti impugnati sono viziati non avendo né il Comune né l’Azienda sanitaria accertato la sussistenza delle cause di incompatibilità”.

 

Quindi la società “San Marco srl”, in tempi ancora non chiari, dovrà rimettere la farmacia nelle mani del Comune di Ascoli, che rifonderà la cifra incassata dalla vendita. «Quei soldi sono stati accantonati in attesa della sentenza definitiva», spiega il sindaco Marco Fioravanti che la prossima settimana riunirà un’apposita commissione per decidere il da farsi, alla luce della sentenza, ormai inappellabile. Due le strade, una volta che l’Ente è rientrato in possesso della farmacia: ricominciare dall’inizio con la procedura di vendita, oppure tenersi la farmacia e affidarne la sola gestione. 


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