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Commercialisti: il candidato presidente De Nuccio incontra anche i colleghi del Piceno

GIA' AL VERTICE dell’Ordine dei commercialisti di Bari, all'hotel "Il Caminetto" di Porto San Giorgio ha incontrato i colleghi delle province di Ascoli, Fermo e Macerata in vista delle elezioni nazionali del 29 aprile
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Ha fatto tappa a Porto San Giorgio, nel suo giro “elettorale” in tutta Italia, Elbano De Nuccio, candidato alla presidenza nazionale dell’Ordine dei Commercialisti.

 

Ieri pomeriggio il candidato presidente, già al vertice dell’ordine dei commercialisti di Bari, è arrivato alla sala meeting dell’hotel “Il Caminetto” di Porto San Giorgio per incontrare i colleghi del Fermano, del Piceno e del Maceratese, in vista delle elezioni nazionali in programma per il prossimo 29 aprile. Ad accompagnarlo la sua candidata consigliere nazionale, Eliana Quintili, già presidente dell’ordine di Fermo che di recente ha passato il testimone a Roberto Vittori, anche lui in sala, e alle candidate consigliere per l’Abruzzo e il Molise, Giovanna Greco e Liliana Smargiassi.

A dare il benvenuto ai commercialisti presenti in sala, molti dell’ordine di Fermo ma anche dal Maceratese e dall’Ascolano, la stessa Quintili che dopo aver rapidamente ripercorso i suoi 25 anni di impegno nell’ordine (20 da segretario e 5 da presidente) e quanto la vita lavorativa e istituzionale dei commercialisti siano cambiate in oltre due decenni evidenziando anche come con lei per la prima volta le Marche potrebbero avere, qualora De Nuccio dovesse essere eletto, «un rappresentante delle Marche del sud nel consiglio nazionale». Poi il microfono al candidato presidente che è andato subito al dunque con le sue linee programmatiche (riassunte in 14 punti), i suoi obiettivi partendo dai limiti e dai gap maturati in questi anni, decenni, dai commercialisti. «Dobbiamo riacquistare la consapevolezza della nostra professione. Il progetto nasce oltre due anni fa e si basa sull’ascolto della base, sul vivere quotidiano della professione, sui problemi che ogni giorno noi commercialisti affrontiamo. Ecco perché io non chiedo voti di amicizia o di simpatia ma voti consapevoli».

 

Proprio la consapevolezza è una delle tre parole, insieme a dignità e prossimità, capisaldi del programma del candidato presidente. «Purtroppo la nostra professione in questi ultimi decenni ha vissuto un degrado di immagine e anche sul piano sociale. Siamo una professione in terapia intensiva. Quindi urge uno scatto d’orgoglio. Per rappresentarci servono persone con concreta consapevolezza del vivere quotidiano e con esperienza di carattere istituzionale – ha rimarcato De Nuccio – paghiamo l’incapacità di comunicare con la politica. Noi dobbiamo, vogliano essere parte attiva nella fase legislativa del Paese. Ma con la politica serve una comunicazione referenziata».

Si diceva, dignità: «Sì, dignità – è convinto il candidato presidente – sia personale che professionale. Siamo considerati un prodotto sostituibile, vittime di una concorrenza al ribasso. Ma la soluzione c’è: bisogna riportare la competizione dal piano del costo al piano della differenziazione. Riposizioniamo la nostra professione dove merita di stare, sia a livello sociale che nel rapporto con la politica». Poi prossimità: «con un contatto diretto e costante tra ordini territoriali e consiglio nazionale. Questo è un altro mio impegno personale». Tra gli obiettivi di De Nuccio anche un “protocollo nazionale di ‘regole di ingaggio’” «Qualora dovessi essere eletto, nei primi 100 giorni di mandato chiederò audizione al direttore dell’Agenzia delle Entrate. Ma non solo, lo farò anche per l’Inps, l’Inail, UnionCamere e via dicendo. Questo perché credo sia importante che noi commercialisti abbiamo ben definiti orari e modalità di accesso con i nostri vari interlocutori. Voglio rispetto concreto per la nostra professione. E con precise regole definite possiamo lavorare tutti meglio anche perché noi non siamo a fare i nostri interessi personali ma quelli del cittadino». Tra i punti toccati da De Nuccio anche l’opportunità di «omogeneizzare i comportamenti dei commercialisti a livello nazionale», la necessità di «una formazione specialistica di qualità» e dell’importanza di un «tariffario a tutela della professione e dei cittadini».

g.f.


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