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“Ci vediamo al Meletti”, con Leopoldo Tomassini e le sue opere

ASCOLI – L’artista ascolano espone una ventina di opere, dal 1° al 31 maggio, all’interno dello storico locale in Piazza del Popolo. Tra queste il dipinto che omaggia la città ed il Caffè «cuore della città, punto di ritrovo essenziale»
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Leopoldo Tomassini

 

 

“Ci vediamo al Meletti”: titolo di un’opera che è tutto un programma nell’estro creativo di Leopoldo Tomassini, artista ascolano di 84 anni, che dal 1° al 31 maggio esporrà le sue opere all’interno del Caffè Meletti.

Non è la prima volta che Tomassini, nato a San Benedetto e residente ad Ascoli dove ha attivo lo studio, mette in mostra i suoi quadri nello storico locale.

«Il Caffè Meletti – sono le sue parole – è il cuore di Ascoli, un punto essenziale di ritrovo, come lo sono Piazza del Popolo ma anche Piazza Arringo».

 

Il quadro donato al Caffè Meletti

Ed ecco lo spunto per il dipinto (dal titolo “Ci vediamo al Meletti”, appunto) che Tomassini ha donato al Caffè ascolano e quindi a tutti i cittadini e avventori del locale, dove resterà anche dopo il 31 maggio.

Saranno una ventina le opere con cui Leopoldo Tomassini allestirà l’esposizione. E’ lui stesso ad anticipare i temi: «Ci sarà un po’ di tutto. Dai Saltimbanchi, che rappresentano l’uomo, ai paesaggi ed alle nature morte. In queste ultime ci sarà quella che definisco una mia caratteristica: lo sfondo richiama sempre ambientazioni di Ascoli. E’ un po’… la mia firma».

 

CHI E’ LEOPOLDO TOMASSINI

Leopoldo Tomassini, da giovanissimo, si è trasferito in Argentina a Buenos Aires dove ha iniziato la carriera di pittore come allievo del notissimo maestro Quinchela Martin, affermandosi nel giro di pochi anni fino importanti premi.
Al ritorno in Italia decide di completare gli studi per l’insegnamento del disegno e la storia dell’arte e di approfondire l’interesse maturato per le antiche civiltà presso l’Accademia Archeologica Vaticana nella sezione “militante” a Roma.

 

Sempre a Roma, frequenta l’Accademia delle Belle Arti e i laboratori dei restauratori più noti di via Margutta, in particolare lo Studio del famoso restauratore Giuseppe Latini, acquisendo notevoli capacità tecniche nel restauro.
Frequentando l’Ismeo, Istituto per i Medio ed Estremo Oriente, partecipa come restauratore ad una spedizione archeologica in Afghanistan. In seguito si abilita all’insegnamento del disegno e della storia dell’arte.
Tomassini ha poi partecipato alla spedizione speleo-archeologica indetta dall’Istituto Militare e dalla Soprintendenza di Ancona, con il compito di rintracciare quanto fosse rimasto dell’antro della Sibilla e di eventuali tracce storiche.

 

Segue una serie di mostre di pittura, tra cui la 49° Biennale di Venezia, la medaglia del Senato della Repubblica quale 1° premio nel 1968 nella città di Salerno, un 1° premio nel 1974 alla mostra collettiva di pittura e grafica.

 

Nel 1974 il catalogo Bolaffi lo inserisce nell’edizione “Artisti Marche e Umbria” e nel 1976 la Casa Editrice “Il Quadrato” lo riporta nella pubblicazione “Pittori e pittura contemporanea”. Nel 1976 viene ammesso a partecipare alla 1° Quadriennale Europea di Arte Contemporanea a Roma, riportando una segnalazione di merito e l’inserimento permanente alle successive mostre tenutesi nelle altre capitali europee.
Il 13 ottobre del 1975 viene conferito a Tomassini il titolo accademico dall’Accademia universale Guglielmo Marconi di Roma.

 

Ormai lanciato nel panorama artistico internazionale, l’artista ascolano mantiene stretta amicizia con i pittori locali quali: Ferrari, Anastasi, Marinucci e, in particolare, con Pericle Fazzini, partecipando a collettive locali.

 

Nel frattempo continua a collezionare primati ed a firmare opere all’interno di monumenti storici, come la “La lotta tra il bene e il male” nella chiesa di San Lussorio in Sardegna e nel Santuario della Madonna delle Grazie a Sant’Egidio alla Vibrata (Teramo), dove ha adottato una particolare tecnica (“cromo-cinetica”) per correggere le deformazioni prospettiche

 

Tomassini è anche iscritto all’albo dei Ctu del Tribunale di Ascoli per cui viene chiamato ad effettuare le perizie.

 

Nella sua città l’artista ha realizzato una personale di pittura intitolata “Trasmigrazione di forme nello spazio”, contribuito alla ricostruzione della Quintana moderna attraverso la ricerca delle usanze storiche e del costume e, nel 2002, realizzato il Palio della Quintana e per due campionati italiani del gioco della bandiera.

Nel 2003 Tomassini, in una personale a Palazzo dei Capitani, ha raccontato la sua produzione produzione pittorica dal 1970 al 2003.

Due le esperienze al Caffè Meletti, una delle quali in occasione di un Carnevale.

Ancora a Palazzo dei Capitani, Tomassini – che vi ha organizzato diverse altre personali – nel 2017 ha curato la rassegna “Maestri pittori ascolani del ‘900 – 100 anni di pittura ascolana”.

 


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